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Campane “riciclate” ma il foro d’ingresso è troppo piccolo

di Luca Signorini
Campane “riciclate” ma il foro d’ingresso è troppo piccolo

A Pieve a Nievole gli ex contenitori per le bottiglie di vetro ora dovrebbero ricevere anche altre tipologie di rifiuti

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PIEVE A NIEVOLE. Quei cassonetti che cambiano colore e utilità, ma non la forma e la generale fisionomia. Sono spuntate da poco meno di un mese le campane celesti sul territorio: alla vista paiono pressoché identiche a quelle prima utilizzate per la raccolta del vetro solo che, ora, hanno nuove funzioni. Basta leggere l’invito che vi è impresso: “Riciclo” (a grandi caratteri); e sotto: “vetro, plastica, metallo, alluminio, tetrapak, polistirolo”. Firmato: Publiambiente.

Quindi i cittadini, oltre al vetro, devono qui gettare altri materiali pronti per essere avviati al ciclo dei rifiuti. Ma la “bocchetta” dove infilare gli oggetti da buttare resta sempre la stessa: tonda, non molto ampia, anzi circoscritta. Comoda per bottiglie e bottigliette, forse meno per gli involucri di varia natura e provenienza che hanno in questa campana celeste la loro nuova destinazione. Sul caso arriva una segnalazione di un residente, Alessandro Giovannini. «Non sono certo il primo a notare che sul territorio di Pieve a Nievole i cassonetti per la raccolta differenziata di colore azzurro (riciclo) sono stati sostituiti da “campane” riverniciate ed etichettate per l’occasione, uguali a quelle un tempo usate per il vetro –scrive il cittadino – nulla quaestio se non fosse che i piccoli fori d’accesso, calcolati per le bottiglie, non le rendessero praticamente utilizzabili per buona parte dei rifiuti che dovrebbero esservi depositati. Ho telefonato tempo fa al call center del concessionario, dove mi è stato risposto che forse i cassonetti erano stati ritirati “per manutenzione”, poi ho sentito chiacchiere su contrasti fra Comune e concessionario sui modi e l’efficacia della raccolta. Fatto sta che il funzionamento del servizio è così pregiudicato, non solo perché i rifiuti non depositabili nei contenitori inadatti vengono, probabilmente, abbandonati negli altri (e non sono certo materiali degradabili), ma soprattutto perché così si fa perdere a chi l’ha appresa la buona abitudine della selezione, e non si stimola chi ancora non l’ha acquisita».

Il nostro tour a Pieve certifica le preoccupazioni. Si nota la campana, di un celeste acceso, e la sua striminzita “bocchetta”.

Poi si notano pure i cassonetti verdi per il recupero, quello grigi per i rifiuti indifferenziati e l’ultimo giallo, per carta e cartone. Azzeccati i colori, difficile confondere i contenitori, meno la capienza e l’apertura dove inserire i materiali. Non è complicato, sul momento, sbagliare volontariamente cassonetto, soprattutto quando rimane impervio depositare il rifiuto in quello giusto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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