Attenzione
L’Autogrill è in crisi Si tratta sui licenziamenti
No della società alla proposta sindacale di spostare gli esuberi in altre aziende Ma c’è una soluzione per due dipendenti, fra trasferimenti e pensionamenti
MONTECATINI. Muro contro muro tra Autogrill (società del gruppo Benetton) e sindacati. Mercoledì e ieri (per l’intera giornata) è andata avanti una trattativa estenuante che ha sì portato alcuni risultati, ma che ha anche lasciato forti incomprensioni tra le parti.
Erano quattro i dipendenti dell’Autogrill di Serravalle che rientravano nel piano di riorganizzazione che porterà al licenziamento di 140 lavoratori in Italia. Sindacati e azienda si erano incontrati le scorse settimane a Roma ed era stato deciso di trasferire nelle varie regioni il compito di trovare soluzioni territoriali. Purtroppo, comeracconta Luisella Brotini (Filcams Cgil) la vicenda si è complicata: Autogrill si è infatti detta disponibile ad alcuni trasferimenti all’area di servizio Chianti, ma ha bocciato l’ipotesi di coinvolgere altre aziende del gruppo (per esempio i punti ristoro all’aeroporto di Firenze). Non solo, la società ha anche rispedito al mittente la possibilità di un part time verticale (per esempio 8 ore per tre giorni), che avrebbe “ammortizzato” i tanti chilometri che un lavoratore dovrebbe percorrere per andare dal nostro territorio fino al Chianti, e infine ha detto “no” anche alla disponibilità espressa da parte di alcuni dipendenti di autoridursi di un’ora il proprio turno settimanale pur di veder cancellati gli esuberi.
Mercoledì sera i rappresentanti dell’azienda (che hanno incontrato i sindacati nella sede Cgil di Montecatini) hanno detto “niet” anche a quest’ultima ipotesi: questa riduzione di orario non sarebbe stata compatibile con le sue esigenze riorganizzative. Decisione che ha gettato nello sconforto i lavoratori, che ieri si sono riuniti in un’assemblea fiume proprio all’Autogrill di Serravalle.
In mezzo a tante notizie negative se ne devono però segnalare un paio positive e di estrema importanza. Per due dipendenti è stata infatti trovata una soluzione, dato che uno (full time, donna, senza figli e residente in Valdinievole) ha accettato volontariamente il trasferimento all’area Chianti, “concedendo” all’azienda anche la trasformazione del proprio contratto in part time. E un altro, rifacendo bene i calcoli, è potuto “scivolare” in pensione, riducendo di fatto gli esuberi a sole due unità. Ora la “palla” torna al livello nazionale.
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