Finanza
Fumata nera al vertice sulle terme
Riunione lampo, e la discussione non affronta il tema dei contratti di solidarietà
MONTECATINI. È durato poco più di un’ora (e l’esperienza dice che quando si incontrano sindacati e società si va avanti per diverso tempo) la riunione alle Terme che ieri ha messo di fronte Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil da una parte, e amministratore unico Paola Paganelli e super consulente Giancarlo Sassoli dall’altra.
Un incontro che i sindacati definiscono «mozzato», in quanto tutti impegnati, sia prima che dopo l’appuntamento in Palazzina Regia, a definire anche un’altra vertenza, quella dell’Autogrill (se ne parla nell’articolo a fianco).
La società ha consegnato ai rappresentanti dei lavoratori alcuni documenti relativi ai costi imputabili al personale e al piano di ferie arretrate. Ma la questione più importante, quella che vedrebbe gran parte dei dipendenti messi sotto contratti di solidarietà a fine stagione, non ha fatto in tempo a entrare nella discussione. I contratti di solidarietà farebbero risparmiare tanti soldi alla società, col rischio però di stagionalizzare ancora di più l’attività degli stabilimenti.
Ma inevitabilmente rimettere in sesto il bilancio delle Terme significherà andare a incidere sul costo del personale. In genere, per essere accettati dal Ministero, tali ammortizzatori sociali devono coinvolgere la maggioranza della forza lavoro, per la quale si prevede una diminuzione dell’orario di lavoro (e dello stipendio), con parziale “recupero” da parte dell’Inps.
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