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Marroni in tour a Pescia «L’ospedale non si chiude»

di Luigi Spinosi
Marroni in tour a Pescia «L’ospedale non si chiude»

L’assessore regionale visita anche il nuovo pronto soccorso, attivo da settembre I dubbi dei sindaci: «Senza un numero adeguato di personale non serve a nulla»

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PESCIA. Tutto sta a comprendere il significato esatto di quella parola: “riorganizzazione”. Questa la parola più usata da LuigiMarroni, l’assessore regionale alla sanità che, ieri mattina, ha compiuto la sua prima visita ufficiale all’ospedale di Pescia. Un tour attraverso reparti vecchi e futuri, accompagnato da mille rassicurazioni, sin dal momento in cui ha varcato la soglia dell’ospedale.

«Ai cittadini non verrà tolto nessun servizio – ha detto Marroni – certo, ci dovremo riorganizzare». Il concetto verrà poi illustrato meglio a fine tour, nel punto generale sulla sanità toscana che viene ricalato pari pari in ogni singola realtà locale, Asl 3 e ospedale di Pescia compresi. In pratica l’ospedale resta. Questa è la premessa che l’assessore regionale mette davanti a ogni altro discorso. Il concetto che porta avanti è appunto quello della razionalizzazione dei servizi: bisognerà fare i conti (anzi, li stiamo già facendo) con grossi tagli. E le prospettive all’orizzonte non sono migliori (anzi) per questo occorre una riorganizzazione del sistema sanità che, però, dovrà essere una riorganizzazione all’interno, senza effetti sulla qualità dei servizi all’esterno. «Siamo di fronte a un impoverimento del sistema – ha dettoMarroni – e possiamo affrontarlo in due modi: senza reagire oppure reagire a testa alta, cambiando molte cose. Ma questo non vuol dire tagliare.Questa è la nostra sfida: cambiare molto dentro per cambiare poco fuori».

In sostanza, stando alle spiegazioni arrivate ieri mattina, si punta su due strade: da una parte un forte potenziamento della rete territoriale. Dall’altra una suddivisione di compiti tra i vari presidi. Le specialistiche più comuni, le terapie di cui c’è maggior necessità e che sono anche quelle che assorbono la stragrande maggioranza dei pazienti, resteranno diffuse sul territorio. Le specialistiche invece dovranno essere concentrate, questo dovrebbe consentire, oltre che un risparmio in termini economici, anche un innalzamento della qualità.

Questa la filosofia di fondo illustrata ai presenti, al termine di un tour che ha toccato i diversi reparti ospedalieri e, in particolare, per la prima volta per molti si sono aperte le porte del futuro pronto soccorso, che occuperà gli spazi un tempo destinati a cardiologia. Un reparto su due piani, con sale di osservazione breve, due ingressi e la possibilità di fare gli esami radiologici direttamente al livello inferiore, senza dover percorrere tuttol’ospedale (come avviene oggi) per recarsi all’altra ala del Cosma e Damiano. E dal direttore generale dell’Asl 3 Roberto Abati sono arrivate anche le scadenze: a settembre aprirà il nuovo pronto soccorso e tra gennaio e febbraio sarà completato anche il piano inferiore.

Quindi la visita ha anche attraversato la strada, per recarsi al laboratorio di analisi, già finito, dove dovrà arrivare anche anatomia patologica, di cui Abati che, smentendo una preoccupazione diffusa, ha confermato l’apertura, non appena arriverà l’autorizzazione del genio civile (non solo, ma sempre all’ex filanda, è stato detto, dovrà sorgere la futura casa della salute).

Quindi il giro, cui avevano partecipato, oltre ai sanitari, anche sindaci e assessori in rappresentanza dell’intera Valdinievole, si è chiuso con il faccia con gli stessi amministratori. E non sono mancate, comunque, le perplessità, di sui si sono fatti portavoce il presidente della conferenza dei sindaci Daniele Bettarini e il “padrone di casa”, il sindaco di Pescia Roberta Marchi. Bettarini da parte sua ha sollevato diverse perplessità, per esempio il mancato coinvolgimento delle istituzioni locali (punto contestato poi da Marroni). Anzi, per Bettarini l’azione della Regione, tra chiusura delle Sds e limitazioni alle funzioni della Conferenza dei sindaci, pare voler allontanare le istituzioni locali. Non solo, Bettarini ha anche tirato fuori alcuni elementi di preoccupazione per il futuro dell’ospedale, da emodinamica alle carenze di personale («Abbiamo visto il nuovo pronto soccorso, è bellissimo, ma senza un numero adeguato di persone non potrà funzionare»). Quindi la Marchi , che ha chiesto chiarezza su più punti, da quali sono le prospettive dell’ospedale di Pescia al suo ruolo nella rete ospedaliera.

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