Proteste
«Non c’è alcuna crisi è normale dialettica»
PESCIA. «Nessuna crisi in maggioranza»: all’indomani delle dimissioni di Salvatore Leggio, esponente di Fli, dalla carica di presidente del consiglio comunale, il sindaco Roberta Marchi non appare...
PESCIA. «Nessuna crisi in maggioranza»: all’indomani delle dimissioni di Salvatore Leggio, esponente di Fli, dalla carica di presidente del consiglio comunale, il sindaco Roberta Marchi non appare particolarmente preoccupato per le sorti della propria maggioranza.
«Se – dice – come Leggio ha spiegato, i motivi delle sue dimissioni sono legati a questioni lavorative e non è possibile far convivere i due impegni sono dispiaciuta ma c’è poco da fare. Dal mio punto di vista posso dire che ha operato bene». Per quanto riguarda la questione ecomuseo, che per alcuni sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso spingendo Leggio alle dimissioni, il sindaco dice che tutta la vicenda è soltanto il «frutto di un fraintendimento».
«Avevo chiesto a Leggio – continua infatti la Marchi – di occuparsi dell’ecomuseo, perché sapevo che era interessato e coinvolto. Non c’è però mai stata una delega ufficiale perché per regolamento il presidente del consiglio non ha deleghe. Le hanno solo i consiglieri. Per cui non posso avergliela ritirata. Io ho soltanto deciso di avocare a me la questione, ma non perché ci fosse qualche problema verso l’operato di Leggio. Volevo solo prendere direttamente in mano il tema per ridargli maggior forza e centralità».
Anche la questione del “troppo potere della Lega”, altra motivazione che starebbe alla base delle dimissioni, secondo il primo cittadino non si regge su basi concrete: «Per me – dice ancora la Marchi – due consiglieri della Lega valgono quanto due consiglieri di Fli o del Pdl».
E nemmeno il fatto che Fli abbia, lo scorso consiglio, votato per due volte contro la stessa maggioranza, mette a rischio, secondo il sindaco, la stabilità della maggioranza: «Credo che sia possibile un disaccordo su un argomento. Anche all’interno di una maggioranza ci sono pareri differenti. Non siamo mica in Bulgaria. L’importante è che ci sia accordo sulle tematiche essenziali. Quando sono partita avevo una maggioranza coesa, poi c’è stato uno sgretolamento a livello nazionale che ha avuto le sue ripercussioni anche a livello locale e con questa scomposizione mi sono dovuta confrontare. Fa parte della normale dialettica politica. Per quanti cambiamenti ci possono essere stati però continuo a sostenere che i membri della mia maggioranza hanno un accordo sul programma, e in base a quest’ultimo sono stati votati. Mi aspetto che questo programma continui a essere il nostro faro guida. Se poi qualcuno deciderà di votare contro documenti fondamentali, come il bilancio, in calendario a breve, dovrà prendersi la responsabilità di tale atto, affermando di non voler più rispettare l’accordo preso con i propri elettori».
Commenti caustici arrivano però dall’opposizione. Per Pescia Democratica le dimissioni di Leggio rappresentano «l’ennesima sceneggiata all’interno dell’ex maggioranza».
«Ormai sono 2 anni - si legge in un comunicato - che l’amministrazione Marchi non ha più una maggioranza coesa, ma è andata avanti ugualmente, governando con compromessi al ribasso, cercando di comporre i dissidi con la distribuzione di poltrone e anteponendo gli interessi di una parte politica al bene della città. Vedremo se in caso di mozione di sfiducia al sindaco o al momento del voto di provvedimenti importanti, questa maggioranza verrà meno sul piano numerico o se ancora una volta stiamo assistendo a gesti tattici attuati sulla pelle delle istituzioni».
Francesca Maltagliati
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