Gioco
Aziende confiscate, raccolta di firme per creare lavoro
MONTECATINI. È la prima iniziativa promossa dopo l'inaugurazione del nuovo circolo “Don Giulio Facibeni”. L' Acli della Valdinievole, appena nata, si è attivata per sostenere la raccolta di firme per...
MONTECATINI. È la prima iniziativa promossa dopo l'inaugurazione del nuovo circolo “Don Giulio Facibeni”. L' Acli della Valdinievole, appena nata, si è attivata per sostenere la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare “Io riattivo il lavoro”, coinvolgendo associazioni e amici sparsi su tutto il suo territorio. L'iniziativa è molto sentita in Valdinievole dove i luoghi confiscati o sequestrati alla criminalità organizzata non sono pochi. Il più appariscente è il complesso “Paradiso” di Montecatini Alto. Gli immobili da riscattare alle mafie e restituire al lavoro pulito anche da noi non mancano: alberghi, appartamenti e ristoranti, compongono il ventaglio di possibilità da sdoganare. Nella seconda metà di aprile e nel mese di maggio saranno organizzate, ad opera del circolo “Don Giulio Facibeni”, varie occasioni pubbliche di raccolta firme in diversi comuni della Valdinievole.
Ma ecco cosa prevede l’iniziativa promossa dalle Acli insieme a Libera e Cgil. Le aziende sequestrate e confiscate possono diventare un modello per la lotta alla mafia, divenendo presidi di lavoro legale e dignitoso attraverso un impegno concreto di tutti gli attori coinvolti, istituzionali e non. Le tante cooperative giovanili nate in questi anni sui beni confiscati hanno dimostrato che combattere le mafie attraverso il lavoro non solo è possibile, ma è l'unica strada da perseguire per dare forza all'insostituibile azione repressiva della magistratura e delle forze dell'ordine. Per fare ciò bisogna assicurare gli strumenti necessari di sostegno a chi si impegna per restituire alla collettività i beni e le aziende confiscate alle mafie. Ecco allora, i punti salienti a cui tende la legge di iniziativa popolare: prima di tutto per risolvere il problema del credito bancario, per pagare gli stipendi dei lavoratori e sostenere i costi dell'emersione alla legalità delle imprese, si propone di istituire un apposito fondo di rotazione presso il Ministero dello Sviluppo economico. Il fondo sarebbe finanziato da una parte delle liquidità confiscate alla criminalità. Successivamente si potrebbe favorire l'emersione dei rapporti di lavoro irregolari attraverso un complesso di interventi in favore dell'aziende sequestrate e confiscate. Si prevedono agevolazioni fiscali per la regolarizzazione e incentivi per la messa in sicurezza delle imprese.
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