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Fli si tira fuori dai giochi Pescia senza maggioranza

Fli si tira fuori dai giochi Pescia senza maggioranza

Il presidente del consiglio comunale si dimette dopo i contrasti con la Lega Futuro e libertà vota atto per atto e già venerdì sera la giunta ha rischiato

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PESCIA. Senza troppi giri di parole: la maggioranza non c’è più. Con una mossa inaspettata (ma a ben vedere nemmeno troppo), sono arrivate nel consiglio comunale di venerdì sera le dimissioni di Salvatore Leggio dalla carica di presidente. Un gesto che è destinato a cambiare definitivamente gli equilibri politici dell’amministrazione pesciatina. Dimissioni accompagnate, nel momento della dichiarazione in aula da parte di Leggio, da un silenzio spettrale, che aveva il valore di mille parole.

«Motivi personali legati a questioni lavorative»: questa la motivazione ufficiale dell’ormai ex presidente del consiglio comunale, anche se ci sono chiaramente altre questioni alla base di una scelta che adesso rischia di portare alla caduta della giunta stessa. Prima fra tutte l’atteggiamento della Lega che, secondo molti, «detta legge all’interno della maggioranza», e il caso “Ecomuseo”, lo dimostrerebbe. Il progetto, infatti, seguito da vicino dallo stesso Leggio per conto del Comune, aveva trovato consensi quasi unanimi, con un’eccezione. La Lega appunto. E il ritiro della delega sul progetto, da parte del sindaco allo stesso Leggio ha assunto un grande importanza in questo senso. E accanto a questo non celato contrasto interno, hanno avuto il loro peso altre questioni. Leggio non nasconde infatti di non aver approvato il modo in cui è stata gestita la situazione del Comicent: «C’era da pensare ai lavoratori prima di dar vita alla Mefit – commenta l’ex presidente che, adesso, appare quanto mai convinto della decisione presa – non intendo né trattare sulle dimissioni, né su altro. Forse qualcuno non si è reso conto che non ci sono persone attaccate unicamente alla poltrona. Ho fatto prevalere il senso di responsabilità e ho preso l’unica decisione che mi avrebbe permesso di mantenere la mia coerenza, una decisione che non è stata presa alla leggera, né all’improvviso. Da oggi in poi io e l’altro consigliere di Fli, Antonio Giuntoli, valuteremo atto per atto».

E così adesso l’amministrazione Marchi si ritrova con una maggioranza che è diventata una minoranza. E lo si è visto subito. Uno degli argomenti centrali della serata era la manovra di bilancio con la quale sono stati spalmati su una decade i debiti del Comune. Un’operazione contestata dall’opposizione, con l’immancabile e ormai consumato copione del rimpallo di accuse tra chi governa adesso e chi governava prima. Alla fine il voto con l’astensione proprio di Fli (in attesa del consiglio del 29 proprio sull’equilibrio di bilancio). Poi le mozioni, e qui la maggioranza si è salvata per l’assenza di un consigliere dell’opposizione, l’ex sindaco Antonio Abenante. A nulla sono servite le telefonate da parte dei colleghi, per invitarlo a partecipare. Nonostante le rassicurazioni Abenante è risultato non pervenuto (un’assenza non casuale mormoravano i più maliziosi).

Così le mozioni (una della maggioranza e una dell’opposizione) non sono passate, perché i voti si sono chiusi sul “10-10”, perché Fli ha votato insieme all’opposizione. Mozioni che politicamente hanno un peso relativo, certo, ma che hanno fatto chiaramente capire qual è l’aria che tira. E non è una bella aria per il futuro della giunta Marchi.

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