Sicurezza
È morto l’artista della legalità
Il professor Marcello Michelotti aveva realizzato il Giardino della Pace
MONSUMMANO. Si è spento ieri, alle prime ore del mattino, l’artista Marcello Michelotti, stroncato da un male incurabile. Storico docente e anima della scuola media Giusti Gramsci, Michelotti era un artista apprezzato e stimato anche a livello europeo. Lavorava da almeno quattro lustri nell’istituto diretto da Vito Pace, dove aveva creato un laboratorio di ceramica che aveva un preciso risvolto sociale. Proprio nell’ambito della sua bottega, nel 2001 aveva realizzato con gli studenti il Giardino della Pace, dando vita con passione, impegno e sensibilità ad eventi di carattere nazionale. Nato per dire no a tutte le guerre dopo il crollo delle torri gemelle dell’11 settembre, il parco decorato con le ceramiche e le mattonelle ideate dall’artista era poi diventato anche il simbolo della lotta alla mafia, grazie alla collaborazione con la Fondazione Caponnetto. Michelotti, infatti, era un artista pragmatico e attento alle problematiche sociali. Proprio per questo non si stancava di lanciare i suoi appelli contro il meccanismo mafioso che ha allungato i suoi tentacoli anche in Valdinievole. Nato a Pescia il 26 febbraio 1953, Michelotti viveva nella città dei fiori. La salma, esposta alla Misericordia di Pescia, verrà cremata e, per volere del professore, non saranno celebrati i funerali. Michelotti lascia un vuoto incolmabile. La comunità della Giusti Gramsci si è stretta intorno al dolore della madre e di Chiara, la compagna di una vita di Marcello. Gli studenti ricordano sul sito delle Giovani Sentinelle della Legalità il percorso svolto accanto “all'opera appassionata e accurata del prof. Marcello Michelotti”.
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