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«Impossibile spalmare i debiti in dieci anni»

«Impossibile spalmare i debiti in dieci anni»

Il Movimento 5 Stelle attacca la decisione che la giunta di Pescia ha portato in consiglio

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PESCIA. Spalmare i debiti in un tempo massimo di dieci anni. Questo il piano dell'amministrazione comunale di Pescia per ripianare il disavanzo, che verrà trattato (ed eventualmente approvato) nel corso del consiglio comunale di stasera. Lo strumento normativo di cui l'amministrazione intende servirsi per avviare la procedura di riequilibrio finanziario è il decreto legge 174 del 2012 che prevede la possibilità da parte degli enti locali di ricorrere ad una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, ma come recita lo stesso testo di legge il ricorso a tale strumento normativo è possibile quando “sussistono squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario”. A sollevare la questione è il Movimento 5 Stelle pesciatino, che sottolinea la palese contraddizione in cui, a suo avviso, sarebbe caduto il Comune, che da un lato non si definisce «un ente strutturalmente deficitario», ma al contempo invoca il ricorso a degli strumenti di legge pensati proprio per scongiurare il disastro economico-finanziario a cui inevitabilmente si giungerebbe, qualora non si adottassero certe misure.

«Se il Comune non è - come sostiene - un ente strutturalmente deficitario, né si trova in condizioni di dissesto finanziario, non si capisce il ricorso ad un decreto che detta disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti locali – dicono gli attivisti a 5 Stelle –. In secondo luogo, l'articolo 243 bis della 174 del 2012 dice chiaramente che la procedura di riequilibrio non può essere iniziata qualora la sezione regionale della Corte dei Conti abbia già provveduto ad assegnare un termine per l'adozione delle misure correttive, e questo la Corte dei Conti lo ha già fatto lo scorso 3 maggio, quando con una pronuncia il tribunale contabile concedeva al Comune due mesi per migliorare i procedimenti di entrata e di spesa, tre mesi per tirar fuori tutti i debiti e chiarire definitivamente la situazione finanziaria del Comune, infine sei mesi per ripianare il disavanzo accertato nel bilancio 2011 e per trovare le risorse necessarie a ricostituire gli equilibri di bilancio». Quindi, prosegue il M5S, «l'adesione alla procedura di riequilibrio pluriennale non giunge affatto in soccorso del Comune e soprattutto non è vero che non grava ulteriormente sulle tasche dei cittadini, senza considerare che la decisione ultima se accettare o no questo tentativo del Comune, spetta unicamente alla Corte dei Conti».

Gli attivisti a 5 stelle concludono sottolineando quali sarebbero le conseguenze per il Comune, qualora la Corte non dovesse accordare tale piano di riequilibrio finanziario: «Una volta dichiarati squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, la Corte procederà d'ufficio alla dichiarazione del dissesto finanziario del Comune e questo implica il commissariamento dello stesso e l'ineleggibilità dei membri della Giunta che hanno determinato tale situazione».

Maria Salerno

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