Il Tirreno

Montecatini

I buoni del Comune? Un successo E un aiuto anche per i negozi

di Luca Signorini

Oltre 200 le famiglie che hanno potuto spendere i seimila tagliandi da 10 euro distribuiti prima di Natale. Abbigliamento e generi alimentari sono stati i settori dove si è più speso

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MONSUMMANO. Sono serviti un po’ a tutti. A chi non sapeva come fare la spesa e a chi ha voluto regalarsi (e regalare) un piccolo capo di abbigliamento. Sono serviti per acquistare medicinali e per non far mancare niente al proprio bambino. E, in buona misura, sono pure andati al mantenimento, in termini di carburante, delle automobili sulle strade.

Riscuotono apprezzamenti pressoché unanimi i buoni di acquisto comunali, i tagliandi dal valore di 10 euro ciascuno, emessi dall’amministrazione pochi giorni prima di Natale. L’obiettivo era sostenere le fasce più deboli della popolazione e dare un respiro al commercio cittadino che, insieme ai Bac, aveva proposto un ulteriore sconto sulla merce, in periodo di saldi, per i soli possessori dei tagliandi.

Domenica, il giorno di Pasqua, scadeva la possibilità di utilizzare i buoni per le 212 famiglie messe in graduatoria e aventi diritto, dopo la partecipazione a un bando pubblico a cui avevano risposto in oltre 250. Lunedì 15 aprile, invece, è fissato il termine ultimo per i negozianti che devono riportare i Bac in municipio e farsi restituire il corrispettivo incassato sotto forma di denaro.

Con questa operazione durata poco più di tre mesi, l’amministrazione ha offerto circa 60mila euro (e quindi 6mila tagliandi) da distribuire sul territorio. E ha avuto riscontri positivi, almeno sentendo per un primo bilancio alcuni commercianti che hanno subito aderito all’iniziativa sperimentale.

«Appena sono stati consegnati i Bac, mi riferisco al primo mese, tra dicembre e gennaio, oltre 30 persone sono venute apposta per acquistare – spiega Valentina Vezzani della farmacia Vezzani di via Francesca a Uggia – nel secondo mese, a febbraio, siamo scesi a 17 possessori dei tagliandi, nel terzo, quindi a marzo, ancora 12 clienti. Faccia conto che in tanti sono arrivati anche dall’altra parte di Monsummano, visto che soltanto noi e un’altra farmacia (la Satti di via Matteotti ndr) eravamo convenzionati con il Comune. Diversi clienti non li avevo mai visti, non erano abituali, ma dopo aver speso con i Bac non sono ritornati. Devo dire che la cosa è stata positiva, anche se probabilmente serviva più tempo per promuoverla e pubblicizzarla, non tutti infatti ne erano al corrente».

«Siamo rimasti soddisfatti dell’iniziativa che alla fine si è dimostrata al di sopra delle aspettative – dice Alessandro Marraccini, titolare dell’omonima ortofrutta di via Risorgimento e presidente del Comitato “Vivi Monsummano” – il mio negozio ha ricevuto numerosi buoni e mi arrivano commenti positivi anche da altri commercianti. Tra i piccoli esercizi sono i generi alimentari e l’abbigliamento ad aver riscosso maggior successo».

Lo confermano da Jo Style, negozio per bambini in via Donzelli: «Entro Pasqua sono state almeno 200 le persone che hanno pagato con i buoni, ma è una stima per difetto. Non ci possiamo lamentare di questo modo per rilanciare l’economia e i consumi. Numerosi clienti sono venuti da noi per la prima volta e molti di loro hanno acquistato quel piccolo regalo per i figli che, senza i tagliandi, non avrebbero quasi sicuramente comprato».

Un bel numero di coupon è poi naturalmente andato nelle casse della grande distribuzione, per le necessità primarie delle famiglie, sia alle due Conad della città (di via Risorgimento e di Cintolese), sia alla Coop di via Palestro. Siamo nell’ordine delle diverse migliaia di ticket arrivati. Senza dimenticare il distributore Eni di via della Costituzione, altra tipologia di esercizio che ne ha ricevuti numerosi. I dati precisi, comunque, saranno noti tra un paio di settimane.

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