Proteste
Terreno conteso Il Comune si affida a un proprio perito
Agricoltore aveva chiesto 26mila euro di risarcimento danni dopo che nell’area utilizzata erano arrivate le ruspe
MONSUMMANO. È ora una sfida d’orgoglio. Continua la battaglia a suon di carte bollate tra l’amministrazione comunale e Rocco Gallicchio, da circa 20 anni utilizzatore di un terreno agricolo tra via Mameli e il fosso Candalla al centro di un complesso contenzioso legale.
Dopo le due pronunce del tribunale, la prima emessa fuori udienza dal giudice di Monsummano e la seconda firmata in sede civile dai magistrati di Pistoia, entrambe in favore del cittadino, arriva una nuova mossa del Comune. Questa volta fuori dalle aule giudiziarie. Gli uffici, con una decisione presa da qualche giorno, hanno deciso di predisporre una controperizia tecnica. Questo per scongiurare l’ipotesi del risarcimento danni presentato dai difensori di parte dopo l’irruzione con le ruspe nel terreno in questione, avvenuta il 5 luglio 2012, per sgomberare l’area occupata dall’agricoltore (dove c’erano alcune coltivazioni e una rimessa per gli attrezzi).
Lo studio di consulenza ingaggiato dal signor Gallicchio aveva richiesto alle casse comunali oltre 26mila euro per i danni subiti. L’amministrazione ha così dato mandato all’agronoma forestale Martina Giachini di costruire una linea difensiva, per evitare il pagamento della cifra, con un ulteriore preventivo di spesa che supera di poco le 600 euro.
I particolari che si aggiungono alla vicenda finiscono per dare ragione alle forze di opposizione, che a più riprese, durante i consigli comunali, avevano accennato al rischio che correva il Comune di dover elargire diversi soldi per risolvere la situazione. E ora i conti, a patto che non aumentino, si possono fare: i 26mila euro di richiesta danni, i 600 euro da parcella del professionista e i 2mila euro di spese di lite.
Questi ultimi dovranno essere corrisposti in seguito alla sentenza del tribunale ordinario di Pistoia che, a metà marzo, ha bocciato il ricorso dell’amministrazione contro «l’ordinanza di reintegra nel possesso» pronunciata in ragione del cittadino, che dunque aveva le carte in regola per occupare e coltivare quell’appezzamento di terra.
In tutto, a oggi, al Comune spetterebbe la liquidazione di quasi 30mila euro. Ma forse il pagamento del saldo vale quasi la pena. Perché nell’area oggetto del braccio di ferro esiste un piano urbanistico che fissa il cambio di destinazione d’uso da agricolo a commerciale. Tra via Mameli e il fosso Candalla, a un passo dal supermercato Conad e dal bocciodromo comunale, dovrebbe infatti sorgere un parcheggio e con tutta probabilità anche un nuovo edificio commerciale e direzionale a servizio dell’isolato, vicino al quartiere Orzali e alla zona industriale di via Maestri del Lavoro.
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