Finanza
Improvviso addio a Giuseppe Mori
Stroncato da un malore a 55 anni l’ex ciclista professionista della Selle Italia
MONTECATINI. Ha fatto in tempo ad avvertire la figlia che stava male, ma poi il suo cuore si è fermato all’improvviso. È Morto così, la scorsa notte nella sua casa di Montecatini Giuseppe Mori, ad appena 58 anni.
Con lui se ne va una figura importante del nostro ciclismo e che alle due ruote aveva dedicato la vita. Sin da quando era poco più che un bambino, indossando la maglia della Polisportiva Comunale a Nievole, dove militò nelle categorie Giovanissimi, Esordienti e Terza Fascia (l’equivalente degli attuali Juniores. Da dilettante militò nella Monsummanese. Considerato uno dei più forti velocisti del panorama nazionale arrivò anche, nel 1982, al professionismo, correndo per un anno con la Selle Italia Chinol (insieme a Franco Chioccioli). L’anno tra i pro che non fu tra i più fortunati, ma Mori restò sempre legato al ciclismo e, una volta lasciata la bici, iniziò l’attività di rappresentante per ditte del mondo del ciclismo.
Prestigioso il suo Palamares, con due vittorie alla Ruota d’Oro di Terranuova Bracciolini (1977 e 1980), i due successi del 1973 ai Gran Premi diStabbia e Cerreto Guidi, la vittoria del 1975 nella corsa di Pasquetta a Poggio alla Cavalla, e, ancora, nel 1978, i successi nella Firenze-Viareggio e alla Targa Crocifisso. Nel 1979, forse l’anno migliore della sua carriera, il passaggio alla squadra aretina della Del Tongo, con la quale conquistò 5 successi (tea cui il prestigioso trofeo Nicola Pistelli) e una lunga serie di piazzamenti, che gli valsero la convocazione nella nazionale dilettanti, con Mori che indossò la maglia azzurra nella Varsavia-Berlino-Praga.
Giuseppe, Beppe per gli amici, ha lasciato un vuoto incolmabile in chi lo ha conosciuto, andandosene pochi mesi prima di veder passare il mondiale sulle strade di casa sua. Un mondiale che, ora, ha il dovere di ricordare questo campione.
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