Finanza
Da Maccioni a Romano: una vera epopea
Quanti emigranti della Valdinievole hanno fatto grande la cucina italiana in tutto il mondo
MILANO. Il più celebre (e celebrato) è Sirio Maccioni. L’uomo che
ha fatto scoprire la grande cucina agli americani partì da Montecatini subito dopo la guerra per la Francia. Poi negli Stati Uniti, quello stesso paese che per una bomba inutile, lo aveva reso orfano di padre.
Un altro che ha dato grande lustro alla emigrazione della Valdinievole è Aimo Moroni, di Collodi.
Il Luogo di Aimoe Nadia (la moglie) è il miglior ristorante di Milano, insignito di due stelle Michelin.
Una discreta pattuglia delle nostre terre la si trova anche a Bergamo.
Qui lavora Giuliano Pellegrini, patron del Lio Pellegrini, a lungo stellato Michelin.
Ma nella città dove viveva Luigi Veronelli ha prosperato la dinastia dei Panattoni con i loro celebri locali. Alla guida c’è Mirkop Panattoni, un nome tristemente famoso alle cronache italiane: fu il primo bambino rapito dall’anonima sequestri.
Un altro grande nome della ristorazione nata in Valdinievole è Romano Franecschini, titolare di Romano a Viareggio.
Lui arriva da Montecarlo, Valdinievole storica, come Altopascio. Che è la patria di Gusmano Del Carlo.
Anche lui parti giovanissimo per il Nord, destinazione Torino per poi seguire l’amore di una vita, una giovane viareggina tanto brava in cucina.
E così sulla via Regia di Viareggio aprì Gusmano, un nome che è stato al top della cucina di pesce. Del Carlo ha inventato un piatto copiatissimo: il farro col pesce gratinato al forno. Un piatto per cui vanno pazzi personaggi come Francesco Alberoni e la Federica Pellegrini.
Insomma i grandi ristoratori arrivati dalla Valdinievole, da Fucecchio, da Altopascio hanno sempre unito due doti: sapere cucinare ma anche essere grandi anfitrioni. Senza mai diventare, da veri toscani, sussequiosi e servili.
Un’epopea che da anni ripetiamo dovrebbe essere valorizzata e raccontata dalle istituzioni locali.
A Montecatini, ad esempio, abbiamo inventato la grande hotellerie e la ristorazione moderna, ma intanto non siamo riusciti ad evitare la chiusura di un locale storico come Cecco a Pescia. Senza pensare di unao scandalo permanente com’è la chiusura del bar Biondi.
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