Italia
«Piaggione, scelta pericolosa»
Gli ambientalisti ribadiscono la loro contrarietà all’area individuata per realizzare il depuratore
PONTE BUGGIANESE. «Premettiamo, innanzitutto che, non solo siamo d'accordo con la realizzazione del depuratore, ma lo abbiamo voluto con forza in contrapposizione ad un progetto scellerato - la prima versione del Tubone - con il quale si intendeva trasferire tutte le acque reflue della Valdinievole nel comprensorio del Cuoio». Comincia così il chiarimento che Legambiente Valdinievole ed Empolese Valdelsa intendono fare a proposito della lettera di un cittadino di Ponte Buggianese che criticava la scelta di realizzare un grande depuratore in un'area soggetta a rischio idraulico (e attualmente coperta da oltre un metro e mezzo d'acqua). I Circoli dunque smentiscono «nella maniera più categorica» di aver «in qualche modo assecondato le pubbliche amministrazioni nella scelta del Piaggione come sito nel quale collocare il depuratore. Al contrarioLegambiente, nelle sue articolazioni territoriali (unitamente al Wwf e a Italia Nostra) hanno criticato aspramente tale scelta e, prima ancora, la scelta di un altro sito a nostro avviso tecnicamente sbagliato (il Liscaio), anch'esso in questo momento di aspetto simile ad un Lago. Abbiamo invece espresso pubblicamente, e fin dal primo momento, un parere positivo sul sito di Pratogrande, inizialmente proposto dai tecnici di Acque Ingegneria e del Centro di documentazione, per i motivi che abbiamo riportato nell'ultimo nostro comunicato su questo argomento, e che riassumiamo. Primo: si trova a valle di tutte le condutture fognarie da allacciare ed immediatamente a monte del Coccio, l'area palustre dove è previsto che siano recapitate le acque depurate; pertanto esso non richiede gli ingenti investimenti (e i relativi costi di gestione) per le condutture e le pompe che sarebbero necessari nel caso si realizzasse l'impianto più a valle. Secondo: è l’unico sito, fra tutti quelli ipotizzati, che è servito da una viabilità sufficiente;. E ancora: non ricade in aree strettamente vincolate, essendo all'esterno sia dell'area contigua che della Zps, e non è soggetto ad inondazioni ed è sufficientemente distante da abitazioni».
I circoli di Legambiente dicono poi di essere stati i soli «a difendere una scelta tecnica e non politica, ma siamo usciti sconfitti da questa battaglia. Oggi tuttavia ci preme fare questa precisazione non solo per ristabilire la verità,, ma soprattutto perché è sotto gli occhi di tutti che il sito di Pratogrande (dove la società Acque ingegneria aveva già effettuato un progetto di massima) sia il solo a non essere stato travolto dalla piena dei giorni scorsi (come dimostrano le foto che alleghiamo). Pertanto al di la di qualsiasi polemica, ormai superata, su quello che è stato, ci chiediamo se non sia il caso di riaprire una riflessione sulla collocazione del depuratore, tenendo conto soprattutto di un elemento di grande importanza al quale il lettore faceva riferimento: il rischio idraulico. Abbiamo visto in questi giorni l'importanza vitale del Padule come grande cassa naturale di espansione delle acque a tutela degli abitati della Valdinievole. Mettere in sicurezza l'area del Piaggione per costruirvi l'impianto significa sottrarre ulteriore spazio alla libera espansione delle acque del Padule, con le conseguenze che una scelta come questa potrebbe determinare, in una fase fra l'altro di palese estremizzazione degli eventi climatici».
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