La manifestazione
Associazioni dei cacciatori divise sulla “cannella”
MONTECATINI. «Possiamo capire che l’amico Pratesi cerchi di difendere la Federcaccia, ma ciò non toglie che a fronte di decisioni come quelle approvate dal consiglio della Provincia di Pistoia, che...
MONTECATINI. «Possiamo capire che l’amico Pratesi cerchi di difendere la Federcaccia, ma ciò non toglie che a fronte di decisioni come quelle approvate dal consiglio della Provincia di Pistoia, che sono di una gravità inaudita, la sua associazione sia stata latitante. In sostanza si obbligano i proprietari dei terreni del Pudule di Fucecchio che sono in provincia di Pistoia, se vogliono tagliare la cannella, a farlo quando e dove gli verrà indicato, e per di più a togliere lo sfalcio e portarlo dove la Provincia gli indicherà, naturalmente o loro spese». Così Carlo Maltagliati, presidente di Caccia pesca ecologia, replica a Giovanni Pratesi nella “polemica della cannella” che lo stesso Cpe aveva contribuito a far nascere. «Nella sua risposta – prosegue – il presidente provinciale di Federcaccia non fa altro che riconfermare quanto da noi asserito, e cioè che la sua associazione benché conti l’85% dei cacciatori pistoiesi, non è tenuta in nessun conto. Noi del Cpe, benché minoranza,e siamo più informati e più solleciti nella difesa degli interessi dei cacciatori. Per quanto poi riguarda un eventuale intervento dei suoi legali per una presunta diffamazione, la cosa non ci turba più di tanto, in quanto l’articolo da noi scritto cita che la Federcaccia è più interessata alle tessere e ’Atc (Ambito Territoriali di Caccia) organo della Provincia e del mondo venatorio, è stato assente nella persona del suo presidente (iscritto Federcaccia) nonostante percepisse lo stipendio. Fatto questo che abbiamo già chiarito con il suo presidente il quale ci ha detto che non percepisce alcun stipendio, ma solo un rimborso spese (che in effetti sono sempre soldi)».
Per quanto riguarda la collaborazione con la Federcaccia, da parte del Cpe «c’è sempre stata, cosa che non sempre è avvenuta da parte loro. Anche in queste caso, quando la sera prima del consiglio provinciale abbiamo saputo cosa si sarebbe discusso, ci siamo recati dal dirigente della Federcaccia per quanto riguarda il Padule, invitandolo o fare una manifestazione unitaria di protesta durante la seduta stessa del consiglio. La cosa non si è potuta realizzare in quanto aveva un impegno improrogabile. Decisi come sempre a far sentire le nostre ragioni, con alcuni amici ci siamo recati prima che iniziasse il consiglio a spiegare ad alcuni esponenti della minoranza quali erano i problemi, ottenendo che il Pdl e altri partiti della minoranza votassero contro quel provvedimento. Questa è la prova che il Cpe i problemi li affronta e c’è chi come al solito è disinformato».
Maltagliati ne ha anche per la risposta dell’assessore provinciale Fragai:«Ci sembano – dice – le solite parole, che stringi stringi non dicono nulla, ma dovrebbero servire a mettere un tappino ad un provvedimento cervellotico. Cosa vuol dire “il provvedimento ha lo scopo di introdurre il principio di piano di gestione come strumento urgente e assolutamente necessario per le esigenze di conservazione degli ecosistemi naturali e gli interessi della collettività”? Sono centinaia di anni che la cannella viene tagliata; ora per di più con i trincia stok viene tagliata e triturata; tutto questo che crea quel substrato che, con il decomporsi, serve alla vite stessa del Pedale».
«Oltre a ciò – conclude – che fine hanno fatto quei principi di democrazia e partecipazione di cui il suo partito si fa paladino? Di questo provvedimento non ne erano stati informati né le associazioni venatorie, né gli organi istituzionali come Atc, e c’è chi afferma che neppure certi uffici del suo assessorato ne fossero a piena conoscenza e ne approvassero i contenuti».
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