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«Col rischio allagamento il depuratore è inaccettabile»

PONTE BUGGIANESE. Lettera aperta per contestare, alla luce del paesaggio allagato dopo le ultime piogge, il futuro depuratore di Ponte Buggianese. È quella di Roi Biagini, che interviene come...

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PONTE BUGGIANESE. Lettera aperta per contestare, alla luce del paesaggio allagato dopo le ultime piogge, il futuro depuratore di Ponte Buggianese. È quella di Roi Biagini, che interviene come «cittadino impegnato nella battaglia contro la costruzione del mega depuratore i n Padule».

«Nell’articolo del Tirreno del 23 marzo – scrive Biagini – si parla del Padule Allagato e dei relativi problemi sollevati dal Centro di Ricerca del Padule circa i rifiuti solidi trasportati dalle acque. Il problema è grave ed esiste, ma io credo come cittadino che esistano allora altre problematiche più gravi di questa».

«Perché il Centro Ricerca – riprende il lettore – non ci spiega come mai ha preso posizione positiva, insieme all'Amministrazione di Ponte Buggianese, alla Regione, a Legambiente e ad altri enti e partiti trasversali, sulla costruzione di un mega depuratore in area protetta. Forse questo fatto non interessa perché rientra nella logica perversa delle grandi opere costose e piene di rischi che sono all’ordine del giorno in Italia e che hanno creato tanti disastri e danni oltre a perdite di vite umane?Certamente si dirà ai cittadini che tutto sarà messo in sicurezza e che non si dovranno preoccupare dei sempre più gravi cambiamenti climatici che portano a piene improvvise e pericolose del fiume Pescia e degli altri fiumi della Valdinievole che portano direttamente acqua nel bacino palustre. Il tutto insieme alla pericolosa, e già sperimentata nel 1966, acqua proveniente dalle piene dell’Arno che a tutt’oggi, nonostante lo scolmatore, non dà garanzie piene di sicurezza».

«Cosa c’è quindi – continua Biagini – dietro a questa scelta a prima vista incomprensibile? I cittadini che hanno seguito il processo partecipativo hanno capito che questa è un’imposizione dall’alto e che gli enti, i partiti e i movimenti la stanno subendo passivamente, senza fiatare per ragioni che sfuggono alla logica della prudenza e della saggezza del buon amministratore. Non rimane altro che sperare che vedendo le foto del Padule in piena e della Pescia al limite dell’esondazione, e trovandosi in situazioni difficili tante volte in un solo anno, cambino idea e finalmente abbiamo il timore che stravolgere il territorio può portare solo a danni e rovine».

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