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“Terra Nostra” vuole novità fra le associazioni venatorie

LARCIANO. Sul caso delle regole, giudicate assai restrittive, per gli sfalci in Padule, sollevato dal Cpe, interviene anche il presidente dell’associazione proprietari della Provincia di Pistoia...

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LARCIANO. Sul caso delle regole, giudicate assai restrittive, per gli sfalci in Padule, sollevato dal Cpe, interviene anche il presidente dell’associazione proprietari della Provincia di Pistoia “Terra Nostra Unita”Fabrizio Guerrisi.

«Vorremmo far presente – dice Guerrisi – che già da tempo la nostra Associazione ha espresso le proprie osservazioni sui punti approvati sul Padule in consiglio provinciale, e giustamente evidenziati da Cpe. Anche perché è nostra abitudine adoperarci nei modi e tempi dovuti, per cercar di far rispettare i diritti della proprietà e dei nostri soci proprietari, cacciatori e non. Purtroppo però le scelte politiche,non sempre rispecchiano le richieste espresse dalle varie realtà locali. Ci consola comunque il fatto di non aver niente da recriminarci o da giustificare ai nostri associati. Certo è che se le nostre osservazioni fossero state supportate da altre, provenienti magari da quelle Associazioni più rappresentative (solo come numero associati) del mondo venatorio, e che, a differenza nostra percepiscono introiti di denaro dai propri soci, forse magari le cose sarebbero potute diventare quantomeno discutibili, ma ormai è una storia vecchia come il Padule.Da sempre il cacciatore viene messo davanti a un fatto compiuto, anche considerando che gli stessi cacciatori dopo la chiusura della caccia sono solo marginalmente interessati ai nuovi eventi. I più, aspettano il calendario venatorio, ne prendono atto, e col buon senso da sempre dimostrato saranno come al solito ragionevoli, comprensivi e appagati, nonostante le penalizzazioni che verranno loro imposte, pronti a dimenticare l’accaduto e a rinnovare la tessera».

«Crediamo comunque – continua Guerrisi – che una possibile soluzione alle varie problematiche non sia solo quella di adoperarsi per esprimere un’osservazione alla Provincia. E ben più importante che i cacciatori aprano e si rendano conto che siamo in caduta libera come numero. Se vogliono sperare che la caccia abbia un futuro anche per i loro figli o nipoti, come stà accadendo in molte altre realtà devono rinnovarsi, offrendo lo spazio dirigenziale delle proprie associazioni ai giovani e rottamare tutti quei soggetti ancora oggi saldamente ai vertici, ormai non più credibili dalle istituzioni e da nessuno».

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di Redazione web