Finanza
Pinocchio adotta un bambino
Accordo tra Fondazione Collodi e Avsi: ogni visitatore del parco contribuisce
COLLODI. La Fondazione nazionale Carlo Collodi ha stipulato una convenzione con la Fondazione Avsi per il sostegno a distanza verso bambini in situazioni socioeconomiche precarie che vivono in Paesi poveri.
Secondo l'accordo stabilito, ogni 15.000 visitatori del Parco di Pinocchio la Fondazione Collodi attiva il sostegno a distanza per un anno ad un bambino o una bambina in difficoltà, in uno dei Paesi dove Avsi è presente con le sue attività educative ed assistenziali. In questo modo, la Fondazione amplia il ventaglio delle proprie iniziative in favore dell'infanzia, e questa volta con l'aiuto di tutti coloro, bambini o grandi, che visitano il Parco di Pinocchio. Ogni visitatore idealmente porterà il proprio contributo affinché un bambino possa essere nutrito, curato, istruito adeguatamente, nell'ambito della propria famiglia o comunità d'origine. Inoltre, presso la biglietteria del Parco chi lo desidera può fare donazioni, anche piccole, che saranno ugualmente destinate ai sostegni a distanza Avsi. Il primo bambino “adottato” da Pinocchio è un maschietto di 4 anni, residente in Uganda (Africa). Vive con la madre ed è circondato da altri parenti, mentre il padre si è estraniato dalla famiglia. È dunque la madre, con una modesta attività di venditrice ambulante di prodotti agricoli, a provvedere al figlio che frequenta una scuola materna ed ha qualche problema di salute, e a vari altri familiari. Il sostegno a questo bambino, oltre ad assicurare la sua permanenza nella scuola materna e un'osservazione costante del suo stato di salute e della sua crescita, permetterà alla madre di consolidare la propria attività lavorativa e costruire una condizione più sicura per sé e per i propri familiari.
Per i sostegni a distanza nell'area in cui vive il bambino sostenuto attraverso il Parco di Pinocchio (Hoima, 200 km a nord-ovest della capitale Kampala), Avsi collabora con un gruppo locale formatosi nei primi anni '90 per dare assistenza a persone sieropositive o malate di Aids, per fare prevenzione ed assistere i bambini rimasti orfani. Attività che poi si sono estese ad un sostegno specifico all'infanzia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google