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Montecatini

Posta a singhiozzo e la gente di Via Nova torna a protestare

Posta a singhiozzo e la gente di Via Nova torna a protestare

Tra le cause l’eccessiva rotazione dei portalettere E gli auguri di Natale sono arrivati dopo due mesi

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PIEVE A NIEVOLE. La posta arriva a singhiozzo. E, quando arriva, viene recapitata in ritardo. Con conseguenti disagi dei cittadini per bollette scadute, raccomandate da pagare, assicurazioni da rinnovare. Non è la prima volta che la frazione di Via Nova soffre un simile disservizio da parte di Poste Italiane. Già erano venuti fuori i primi malumori. Perché è da metà dicembre dello scorso anno, e sono passati oltre tre mesi, che la situazione ha tali preoccupanti contorni. In verità, da un paio, forse tre giorni, qualche postino si è affacciato in questa parte di territorio. Ma ha lasciato nelle cassette le lettere ormai vecchie, con la data sui timbri dei mesi di gennaio e febbraio, oppure di inizio marzo. Tutto materiale rimasto negli scaffali e in attesa di essere consegnato. La situazione ce la fotografano dal bar Valerio di via Marconi, un luogo dove prima o poi, chi vive in Via Nova, passa per forza. «Qui non arriva mai la posta, già da prima delle festività di Natale –s piega la signora Monica – a periodi trovavamo qualcosa una volta a settimana, poi per dieci giorni o forse più non vedevamo più niente. Ora, da poco, stanno portando tutte le lettere che aspettavamo nelle settimane passate. Io non voglio fare polemica perché sono ottimista e credo che la situazione si risolva per il bene di tutti. Ma devo dire che gli ultimi tre mesi è stato veramente un disastro e un’angoscia, qualcosa senza precedenti. E naturalmente non sappiamo se durerà la consegna giornaliera della posta».

Nella frazione ci sono molti esercizi commerciali, bar e negozi, banche e ristoranti. E poi naturalmente tante abitazioni private. Molti i residenti che hanno fatto sentire la propria voce recandosi all’ufficio di smistamento di via Foscolo, nel Comune di Montecatini. La risposta più frequente degli incaricati dava la colpa alla riorganizzazione dell’azienda postale e all’esiguo numero di portalettere impiegati che, quando ci sono, vengono ruotati con eccessiva frequenza. Fatto che comporta una loro non conoscenza del territorio, con tutte le viuzze più nascoste che vengono quindi raggiunte con maggiore difficoltà. E il ritardo si somma al ritardo già accumulato. «Vediamo postini diversi ogni giorno – riprendono dal bar Valerio – noi siamo un bar e ci dovrebbe arrivare la posta sempre, per ovvi motivi. Ma tutti hanno scadenze importanti con tempi ben stabiliti, pena aumento dei costi da pagare. Abbiamo brontolato e vediamo se ci stanno a sentire. Faccia conto che gli auguri di Natale, per dirne una, a noi sono stati fatti i primi di febbraio». Sperando che quelli di Pasqua non arrivino a maggio.

Luca Signorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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