Il dolore
Inchiesta Appaltopoli: cancellate le uniche due condanne
Processo da rifare per Zavagli, non luogo a procedere per Parlanti. Assolti Svenjak e Tommei
MONTECATINI. Un terremoto giudiziario che, nel dicembre 2003, con 16 arresti e decine di indagati tra imprenditori e funzionari pubblici, scosse le fondamenta del giro degli appalti pubblici della Toscana. Ma sette anni più tardi, fu la stessa inchiesta “Appaltopoli” a sbriciolarsi sotto i colpi della sentenza del tribunale di Pistoia: 2 condanne e 32 assoluzioni. Da ieri, non ne rimane praticamente più nulla: la Corte d’appello di Firenze ha cancellato anche le due condanne del dicembre 2010.
I giudici di secondo grado hanno sentenziato la nullità per difetto di notifica del processo di primo grado celebrato nei confronti di Oliviero Zavagli, condannato a 6 anni con l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Non doversi procedere invece per Paolo Parlanti, che era stato condannato a 4 anni e mezzo di reclusione con l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. All’epoca dei fatti, erano ritenuti il primo – 65 anni, di Montecatini – l'amministratore di fatto e, il secondo – 62 anni, di Pieve a Nievole – il rappresentante legale delle aziende Giubileo e Servizi ecologici. Accusati di corruzione e falso per soppressione, i due erano difesi dall’avvocato Gianluca Bechini.
Per Zavagli la Corte d’appello ha restituito gli atti al tribunale di Pistoia, affinchè venga celebrato nuovamente il processo di primo grado: improbabile che ciò avvenga prima della prescrizione, prevista fra un paio d’anni.
Per l’unico reato per il quale non avevano ottenuto l’assoluzione piena in primo grado ma soltanto la prescrizione, per ottenere la piena riabilitazione avevano presentato appello anche Edoardo Svenjak (difeso da Claudio Casciani) e Sergio Tommei (difeso dall’avvocato Fabio Pizzo) rispettivamente ex dirigente e geometra del servizio Lavori pubblici di Montecatini. Ed entrambi sono stati assolti perché il fatto non sussiste.
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