Il Tirreno

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il ricordo

Oggi una messa per Max Pellegrini

Un anno fa l’incidente che costò la vita al giovane giornalista

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PONTEBUGGIANESE. Max Pellegrini se n’è andato da un anno. La mattina del 22 marzo 2012 un pullman lo tamponò all’uscita autostradale di Firenze, mentre si recava al lavoro: le sue condizioni apparvero subito gravissime.

La notizia dell’incidente ci arrivò la sera, pochi istanti prima che si alzasse una palla a due al Palaterme, quando già ci stavamo chiedendo il perché del suo strano ritardo. Il giorno seguente, il 23 marzo, il suo cuore si fermò per sempre. Dodici mesi dopo, al tavolone della tribuna stampa si sente ancora la sua mancanza. Eravamo abituati al suo sorriso sornione, alle sue battute ironiche, allo stile con cui svolgeva il compito di cronista, sempre corretto e preciso. Seguiva le vicende della pallacanestro rossoblù per “La Nazione”, con cui collaborava da molti anni, ed era anche un ottimo dirigente dell’agenzia di raccolta pubblicitaria Spe. Era praticamente impossibile avere una discussione con lui, sempre pronto a scrollarsi di dosso la stanchezza di una settimana lavorativa per raccontare una partita e intervistare i protagonisti, con quella curiosità elegante che era un suo marchio di fabbrica, oltre alla capacità di instaurare buoni rapporti con tutti.

Prima ancora di trovarci accanto al Palaterme, c’eravamo divisi per anni una piccola scrivania a pochi metri dal campo di Margine Coperta, mentre seguivamo l’ascesa di una società arrivata fino alla terza categoria nazionale del basket. L’esperienza vissuta a quei tempi è rimasta sempre viva grazie a un gruppo di amici che si ritrovavano a cena tre o quattro volte all’anno. L’ultima occasione con Max fu poche settimane prima dell’incidente, per festeggiare la sua promozione e il trasferimento nell’ufficio centrale di Firenze.

Un anno dopo resta la soddisfazione per averlo incontrato, ma anche la tristezza per una vita così breve e per il dolore dei suoi cari. Oggi alle 18 una messa in suo ricordo verrà celebrata nella chiesa di Ponte. Non ci siamo dimenticati nulla, continuiamo a trovarci attorno a un tavolo apparecchiato e ad alzare il bicchiere, regalando a Max tutti i brindisi che si è meritato.

Lorenzo Mei

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