Il dolore
Sindaco contro la Tares «Bisogna farla slittare»
Rinaldo Vanni chiama a raccolta cittadini e rappresentanti delle istituzioni per far cambiare la nuova tassa sui rifiuti. «È solo un balzello iniquo»
MONSUMMANO. «No. Non ci sto. Di fronte a tutto questo non voglio restare inerme. Chiedo con forza due cose: far slittare l’introduzione della Tares almeno di un anno (la prima rata è prevista a luglio prossimo) e di allestire, insieme a rappresentanti istituzionali, categorie economiche e semplici cittadini, una forte campagna affinché sia rivista in maniera sostanziale la nuova tariffa, improntandola al principio chi produce più rifiuti, più paga». Mai così chiaro e mai così schierato contro Roma il sindaco Rinaldo Vanni che affida a una nota un duro attacco verso gli ultimi provvedimenti in materia di rifiuti (ma non solo) dell’ormai ex governo Monti. «Intendo assumere un preciso impegno con la città – scrive Vanni – perché troppo spesso dal governo si è preteso, in nome di una “solidarietà a senso unico” (dalla periferia al centro), di concorrere al risanamento della spesa pubblica. Se le autonomie locali hanno una funzione di soli gabellieri, allora è meglio riconsegnare le chiavi della città e un grigio burocrate sia l’attuatore dei vari balzelli».
Quello che proprio non va giù è la nuova Tassa sui rifiuti e servizi che, in parte, andrà a sostituire la Tia, la tariffa igiene ambientale in vigore a Monsummano, e la Tarsu, tariffa simile fatta propria da altri Comuni. «Il nuovo balzello cela un altro tributo insieme alla spazzatura –spiega il sindaco – tutti noi pagheremo 30 centesimi in più a metro quadro per i “servizi indivisibili” (pubblica illuminazione, manutenzione strade, verde pubblico). Il balzello continua a mantenere il conteggio calcolato sulla superficie dei locali, senza inserire il parametro, più equo, della quantità dei rifiuti prodotti, come sarebbe possibile fare nei Comuni come il nostro con la raccolta porta a porta. Così facendo si penalizzano quelle comunità che hanno una maggiore attenzione all’ambiente rispetto ad altre».
Ma c’è di più: «La nuova tassa dovrà essere pagata con il modello F24, come abbiamo pagato l’Imu e quindi un ulteriore costo per il cittadino che, probabilmente, dovrà farsi compilare il modulo dal commercialista o dal sindacato. Il paradosso è che i Comuni non avranno maggiori risorse da destinare alla pubblica illuminazione, alla manutenzione strade e verde pubblico, alla polizia municipale, in quanto le maggiori somme derivanti da questo introito saranno detratte dallo Stato nei trasferimenti». Per Monsummano la previsione d’entrata della Tares è pari a 400mila euro, con il contributo statale che sarà così inferiore di questa somma. In pratica non cambia niente, sennonché le casse comunali avranno gli stessi soldi di prima (ma con una tassa in più).
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