La manifestazione
Nas e vigili in azione, chiuso negozio
Controlli nel settore alimentare, dalle pescherie ai macelli: difficoltà nel capire l’esatta provenienza del cibo
La carne di cavallo al posto del manzo non ha niente a che fare con questi controlli. Che sono stati programmati da tempo e che coinvolgeranno – giorno dopo giorno – tutto il settore alimentare e dei pubblici esercizi della Città delle Terme.
I controlli sono stati usati dai Nas dei carabinieri di Firenze e del comando la polizia municipale.
Si tratta di un pattuglione misto che ieri ha iniziato le verifiche. Gli agenti della polizia municipale sono impegnati sulle verifiche amministrative: licenze, scia, autorizzazioni amministrative.
Il Nucleo anti-sofisticazioni dei Carabinieri si occupa, chiaramente, del la parte legate all’igiene e alla salute del consumatore.
Si è iniziato martedì, prendendo in esame il settore alimentare e andando a controllare tutte le attività. I locali con gestori italiani, quelli con patron comunitario (in buona parte rumeni), ed infine i negozi il cui responsabile è un extracomunitario.
La Filiera. I primissimi risultati vengono forniti dal comandante della polizia municipale di Montecatini Michela Cupini.
«C’è stata subito una difficoltà – spiega l’ufficiale – visitando pescherie e macellerie ci siamo trovati di fronte all’impossibilità di verificare la tracciabilità di tutta la merce. Macellai e pescivendoli comprano i grandi tagli che poi sezionano. Ma naturalemente l’etichettatura riguarda il taglio e non la porzione».
Insomma potrebbe accadere che in realtà lo sporzionato non fa parte del blocco che ha la sua certificazione di provenienza. Ovvero che in ogni caso il consumatore deve fidarsi del suo negoziante.
Invece, non c’è stato – nei primi due giorni di controllo – niente di particolarmente grave dal punto di vista igienico.
«Devo dire che su questo fronte non ci sono stati particolari rilievi da parte dei Nas – spiega ancora Cupini – qualche piccolo problema c’è stato per i magazzini ma non per i negozi».
I vigili urbani vorrebbero anche dire ufficialmente una sorta di impressione scaturita dai primi controlli. Ovvero che i negozi degli immigrati fanno una migliore impressioni talvolta di quelli aperti da connazionali.
Una chiusura. Un negozio è stato comunque chiuso, ma solo perché non aveva le autorizzazioni complete, non per questioni igieniche. E qui i controlli degli uomini di Cupini risultano fondamentali.
Le verifiche dei Nas e della Polizia municipale andranno avanti ancora per molti giorni.
Un settore alla volta. «Per adesso – spiega Cupini – stiamo controllando solo e soltanto i negozi che vendono generi alimentari. Completato questo settore, è nostra intenzione passare ai pubblici esercizi: bar e ristoranti».
Che a Montecatini non sono certamente pochi. Se poi ci aggiungiamo anche gli hotel, la cifra raggiunge le centinaia di attività.
Un modo per far rispettare la legge, ma visto il settore così delicato, soprattutto un modo per difendere in primis la salute pubblica ma anche il nostro portafogli di consumatori. Lo scandalo della carne di cavallo è ancora vivido nella memoria. Ma soprattutto è solo l’ultimo di tanti scandali legati all’agroalimentare.
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