Il Tirreno

Montecatini

Indagato Berti per affaire piemontese

di Corrado Benzio
Indagato Berti per affaire piemontese

Il noto albergatore montecatinese vive a Novara dove è implicato in un’inchiesta che lambisce il governatore Cota

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MONTECATINI. Per la città quegli articoli girano in fotocopia, scaricati dal web. Hanno anche firma importanti, inviati di nome di quotidiani come la Stampa e Repubblica. Raccontano di una scandalo leghista a Novara che arriva a scuotere la giunta regionale guidata da Roberto Cota, uomo di punta non solo del leghismo piemontese, ma della Lega tout court.

Un’inchiesta che nasce da un semplice storia di schiamazzi notturni di fronte ad un bar e finisce con il coinvolgere il potere sotto la Mole.

Ma cosa c’entra Montecatini e perchè girano le fotocopie in città. Perchè il bar Coccia – il più bello e famoso della città dei Pavesini – è gestito dalla Tpp, società che fa capo a Mario Berti, notissimo albergatore montecatinese da qualche anno trapiantato a Novara, dove è stato anche presidente degli hotel della provincia. Prima di andare a Novara, Berti aveva guidato il grand hotel Bellavista, di proprietà - è cosa nota – del suocero Pancioli.

La vicenda nasce dal bar Coccia. Diventato in questi anno il simbolo della Novara da bere, in mano ai leghisti.

E’ un bel locale, frequentatissimo, fin troppo. Aperto fino alle 3 di notte. Ma non a tutti piace restare svegli fino a quell’ora. Il professore Ignazio Pagani è fra questi.

Figlio di un ex ministro Psdi, inizia la sua battaglia per far rispettare la legge anche dal Coccia e da chi lo gestisce. Ricordiamo che Berti è oggi personaggio molto importante nella fatal Novara (ricordata per la sconfitta dei Piemontesi nella prima guerra d’Indipendenza).

Berti ha in portafoglio hotel importanti come l’Italia ed il Cavour.

Il pubblico esercizio è invece del Comune. Ma il professor Pagani racconta a Repubblica del 20 febbraio le sue perplessità. «Un’assegnazione del locale senza contratto che prevedeva lavori di miglioria mai stati fatti».

A Pagani troppe cose, dichiara lui, risultano sospette. «Dopo avere segnalato che non veniva pagato al Comune l’affitto del locale, c’è stato un immediato versamento della somma con assegno circolare. Non solo, continuavo a chiamare i vigili, questi facevano regolari verbali, ma non cambiava mai niente».

Alla fine Pagani scrive tutto questo in una denuncia inviata al procuratore capo della Repubblica Francesco Saluzzo.

L’inchiesta è attualmente in corso. Al di là dei fattI giudiziari, salta alla ribalta questo bar dove la crème leghista di Novara si dava appuntamento. A partire dal sindaco Massimo Giordano, primo cittadino dal 2001 al 2010.

Tutto bello e divertente, ma a novembre – scrive Repubblica – arrivano le conclusioni di una indagine della Corte dei Conti. Per i magistrati contabili il sindaco Giordano, gli assessori e alcuni funzionari novaresi devono versare 73mila euro per danno erariale nella casse dello Stato. In pratica con quei soldi si quantifica la cifra delle mancate migliorie che la società che fa capo a Berti (oggi indagato) doveva pagare al Comune, come da contratto.Ma oggi (anzi ieri )Giordano, ex sindaco di Novara. è assessore della giunta Cota e maroniano di ferro. Così quando la Finanza gli perquisisce la casa, Bobo Maroni scatta e parla di giustizia ad orologeria.In casa di Giordano si trova anche l’assegno da mille euro, con il quale il sindaco avrebbe pagato a Berti la festa di compleanno organizzata al bar Coccia.

Ma per il procuratore di Novara oltre ai favori fatto al bar ci potrebbe essere ben altro, un sistema corruttivo che riguarda tutta la città.

E così Giordano si dimette da assessore regionale, mandando in crisi Cota. Che non sa che tutto è partito per un po’ di rumore da movida.

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