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Gestione impianti, un ricorso da Roma

Gestione impianti, un ricorso da Roma

Contro il passaggio all’Uisp si è scatenata la Csain che vuole vedere chiaro nell’assegnazione decisa da Monsummano

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MONSUMMANO. Non c’è pace per gli impianti sportivi. La storia non si ferma all’avvenuto affidamento della gestione, dato dal Comune alla Uisp per i prossimi dieci anni dopo un regolare bando pubblico. Perché il centro di promozione sportiva Csain, arrivato secondo (con 66 punti) in graduatoria, lavora a un probabile ricorso contro la decisione presa all’inizio di febbraio. L’associazione, che ha presentato la sua offerta in collaborazione con l’Endas (Ente nazionale democratico di azione sociale) e la Polisportiva L’Oasi di Cintolese, vuole vederci chiaro sull’iter di assegnazione, a parer suo non così “cristallino”.

«Stiamo in queste settimane valutando il da farsi, se c’è la possibilità di ricorrere sul responso definitivo del bando –spiega il presidente provinciale Csain Angelo Perriello- del caso se ne sta occupando il nostro ente nazionale, che ha dato mandato ai legali di studiare le carte e i documenti firmati dalla commissione tecnica comunale. Tutta la situazione è al vaglio. Certo è che come parte interessata abbiamo scoperto la graduatoria finale dai giornali, e già questo ci pare fatto piuttosto anomalo. Abbiamo dovuto addirittura chiamare noi in Comune per sapere l’esito dell’appalto, altrimenti forse non ne avremmo avuto comunicazione».

Quello che i vertici del Csain (Centri sportivi aziendali e industriali) lamentano, sono essenzialmente due cose. La prima riguarda da vicino la modalità con cui i tecnici hanno aperto le buste, prima ancora di avviare la riflessione sulle offerte: «Doveva essere una seduta pubblica –riprende Perriello- e come tale le buste, oltre a essere aperte, dovevano essere lette davanti a tutti i partecipanti alla riunione. Così non è stato. La commissione si è limitata a prendere atto delle richieste, a firmarle e a salutarci. Dal nostro punto di vista questo è uno stile molto discutibile».

Il secondo motivo che ha convinto lo Csain a pensare a un ricorso gira intorno alla proposta sostanziale contenuta in quella busta: «La nostra richiesta di un contributo al Comune era molto più bassa delle altre –dice ancora il presidente provinciale- avremmo fatto risparmiare alle casse pubbliche ben 200mila euro sui dieci anni di gestione. Credo che un simile ribasso per l’amministrazione, soprattutto in tempi di crisi e di magri bilanci, doveva essere accolto favorevolmente. Forse, e ci stiamo convincendo di questo, le considerazioni che stanno alla base di un bando pubblico sono altre».

Intanto la Uisp, già dal primo marzo, è entrata in possesso dei cinque impianti sportivi comunali (i tre campi da calcio e le due palestre) e, se le cose non cambieranno, rimarrà a Monsummano fino al 2023. Csain, naturalmente, permettendo.

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