Il Tirreno

Montecatini

Spunta l’ombra della ’ndrangheta

di Massimo Donati
Spunta l’ombra della ’ndrangheta

Ipotesi inquietanti sul cadavere ritrovato nel bosco: il caso del pensionato calabrese scomparso dopo due attentati

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MONTECATINI. Il 25 febbraio 2003 scampò a un attentato: salì a bordo della sua Toyota Yaris, mise in moto e l’auto fece un gran botto, prima di prendere fuoco. Nulla di grave, per fortuna, per lui. Al momento, tutti minimizzarono. Ma evidentemente quell’episodio aveva un significato ben preciso, così come la rosa di pallettoni di una fucilata scoperta quello stesso giorno sul muro della sua abitazione, in via Togliatti, a Pieve a Nievole. Fatto sta che il proprietario di quell'auto e di quella casa, il taciturno e riservatissimo pensionato calabrese Giovanni Careri, 70 anni, emigrato in Valdinievole da Vibo Valentia, di lì a poco sarebbe scomparso. Dal 10 aprile 2003 di lui non si hanno più notizie. Sparito. Volatilizzato.

In questi giorni il suo nome però è tornato a circolare, accostato alla scoperta del cadavere in avanzatissimo stato di decomposizione sotto un ponticino lungo la via Mammianese, nel territorio comunale di Massa e Cozzile: lo scheletro di un uomo giustiziato con un colpo di pistola alla tempia.

I carabinieri, che da lunedì della scorsa settimana stanno indagando sul misterioso ritrovamento, al momento non hanno una pista privilegiata, stanno considerando un po’ tutte le persone scomparse negli ultimi anni in regione – e non solo – che corrispondono alle caratteristiche riscontrate sulla vittima. Tuttavia lo stile da malavita organizzata con cui l’omicidio è stato consumato potrebbe aver fatto drizzare gli orecchi agli investigatori, soprattutto in considerazione della doppia vita che il pensionato calabrese pare avesse al momento della sua scomparsa.

La procura iniziò ad indagare sulla sparizione di Giovanni Careri solo un anno dopo, quando la moglie decise di sporgere denuncia (oggi la donna vive in Calabria, mentre l’unico figlio della coppia, come già allora, vive negli Stati Uniti, a New York). E scavando nel passato del 70enne calabrese, dalla vita oltremodo modesta, gli inquirenti si imbatterono in capitali ingenti, nell'ordine di alcuni milioni di euro, costituiti in massima parte da terreni e beni immobiliari in Toscana e nel sud Italia, in conti correnti consistenti e in crediti altrettanto importanti nei confronti di molte persone, a carico delle quali furono svolti accurati accertamenti.

In un armadio chiuso a chiave di cui la moglie sembrava essersi dimenticata, gli investigatori scoprirono addirittura alcune centinaia di migliaia di euro in contanti.

Un autentico giallo, quindi, quello che ruota attorno alla figura di Careri. Che a quanto pare aveva un debole per le ballerine dell'Est. Una di queste, interrogata nel 2004 in procura, avrebbe detto che l'uomo era fuggito in Florida, senza però spiegare perché. Ma gli inquirenti non dettero eccessivo credito a questa deposizione, dando l'impressione di privilegiare altre ipotesi, decisamente più inquietanti, come quella di una possibile esecuzione da parte della 'ndrangheta, per uno sgarro, per una regola infranta. I carabinieri stanno ancora aspettando il risultato dell’esame del Dna eseguito sui campioni prelevati dallo scheletro scoperto tra i boschi di Massa e Cozzile. Solo con questo elemento in mano inizieranno a contattare i familiari delle persone scomparse a cui i resti potrebbero appartenere per effettuare delle comparazioni.

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