Proteste
Il Dna serve per le comparizioni
Si verificherà se è compatibile con quello degli scomparsi in zona
MASSA COZZILE. Si attendono i risultati dell’esame del Dna per dare il via alle comparazioni con le decine di persone scomparse negli ultimi anni nella nostra regione e in quelle limitrofe. Per il momento, quindi, resta ancora senza nome la vittima dell’omicidio – giustiziata con un colpo di pistola alla tempia – il cui scheletro è stato scoperto lunedì pomeriggio in un bosco di Massa e Cozzile, nascosto sotto un ponticino lungo la via Mammianese.
Solo quando avranno in mano il responso dell’esame, atteso a questo punto per lunedì, gli investigatori dei carabinieri inizieranno a contattare i familiari di tutti gli uomini scomparsi che avevano caratteristiche compatibili con quelle riscontrate nel corso dell’autopsia. Per adesso, una prima scrematura potrebbe essere operata grazie agli oggetti che sono stati rinvenuti addosso alla vittima e nei sacchi della spazzatura all’interno dei quali gli assassini l’avevano racchiusa prima di disfarsene. Sui 55-60 anni di età, con un’altezza di circa 175 centimetri, al momento della morte l’uomo aveva al collo una collanina d’oro con una medaglia di forma oblunga con una scritta, probabilmente un regalo ricevuto per San Valentino: “14.02.82, + di ieri - di domani”. L’uomo era verosimilmente cardiopatico, dato che in una tasca aveva una pasticca da 5 ml del farmaco Carvasin. Tra gli indumenti di buona fattura che indossava, anche una maglietta di marca “Fratelli Lavarini”, negozio di alta moda di Montecatini chiuso da qualche anno, e scarpe da trekking Herman Survival. Tra gli oggetti personali, un paio di occhiali per lettura e un orologio di marca Lorenz.
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