Sicurezza
Quel cadavere era lì da più di tre anni Ora si aspetta il dna
Giallo di Massa e Cozzile: terminato l’esame autoptico Al dottor Ricci il compito di estrarre il codice genetico
MASSA E COZZILE. Quei poveri resti sono rimasti nei boschi più dei tre anni ipotizzati a un primo esame. Nonostante alcuni luoghi possano accelerare il processo degenerativo, lo stato di decomposizione del cadavere ritrovato lunedì pomeriggi fa ritenere che il periodo di permanenza nei boschi di Massa e Cozzile sia più lungo di tre anni.
È la conclusione a cui sono giunti ieri pomeriggio il medico legale Alberto Albertacci e il tecnico Walter Calugi, che all’obitorio di Pistoia hanno portato a termine l’esame autoptico. Poche le novità emerse rispetto al primo giorno di autopsia. Si tratta di un uomo adulto, di circa 60 anni, alto tra i 170 e i 175 centimetri. Ed è morto di morte violenta. Il foro di proiettile scoperto sul cranio non lascia spazio a dubbi.
L’uomo è stato assassinato e chiuso dentro quattro sacchi della spazzatura, avvolti con numerosi giri di nastro da imballaggio. Qualcuno si è disfatto del corpo gettandolo nella scarpata sottostante un ponticino di via Mammianese, in località La Baita (nel territorio comunale di Massa e Cozzile), a poche centinaia di metri dalla località marlianese di Canfittori e dal comune di Montecatini Terme.
È stato quasi sicuramente qualche animale, rosicchiando, a tirare fuori la testa da uno dei sacchi. E i riflessi dei denti d’oro tra gli sterpi hanno attirato l’attenzione di un residente della zona, che stava percorrendo la via Marlianese a piedi in cerca di legna da ardere. Stefano Biondi si è affacciato alla spalletta del ponte che sovrasta la scarpata e ha visto il teschio tra i sassi. Ha chiamato il cugino, Sandro Piattelli, titolare del ristorante La Baita, e insieme sono scesi giù, trovando i sacchi della spazzatura, dai cui strappi s’intravedevano brandelli di vestiti. Così hanno dato l’allarme ai carabinieri.
Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore Claudio Curreli, che ha disposto l’autopsia, eseguita in due parti (mercoledì e giovedì pomeriggio) dal dottor Albertacci, mentre a i carabinieri della Scientifica sono stati affidati per le analisi campioni dei vestiti, del terriccio e anche degli insetti presenti nei sacchi, che potrebbero fornire utili indicazioni.
Gli abiti indossati sarebbero costosi, di un negozio d’alta moda (forse Bonvicini). L’uomo portava al collo una catenina d’oro con una medaglia con una scritta e una targa incise, datata 1982. In una tasca della giacca sono stati trovati alcuni spiccioli, un mazzo di chiavi, un paio di occhiali da presbite e una compressa presa da chi soffre di problemi cardiaci.
Sulla mascella superiore (della mandibola sono ancora in corso le ricerche) è stata accertata la presenza di un ponte dentale con quattro molari d’oro. Caratteristica che ha permesso di escludere il collegamento con Roberto Nanni, il fungaiolo di Bottegone scomparso il 20 agosto 2010.
Ieri è stato ultimato il lavoro di catalogazione delle ossa, che lunedì saranno portate a Careggi, dove il genetista Ugo Ricci estrarrà dalle cellule il Dna. Una volta in possesso del codice genetico serve però un campione di raffronto. I carabinieri hanno sollecitato l’esame del Dna, il che fa ritenere che pensino di avere alcuni elementi in mano per il confronto.
Tiziana Gori
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