Il dolore
Su e giù per la piazza per poter pagare la sosta
Alle tariffe ritenute troppo care si aggiunge il problema dei parcometri Le macchinette sono spesso guaste e il commercio alla fine ne risente
PESCIA. Ancora parcheggi nel mirino: alla scarsità dei posti auto in centro, problema che si aggiunge al costo orario che molti considerano eccessivo (1,20 euro per la prima ora e 1,50 dalla seconda in poi), nelle ultime settimane a sollevare il malumore dei cittadini ci si mettono anche i ricorrenti guasti alle famigerate macchinette.
Automobilisti accostati ai lati con lo sguardo attento a ogni movimento intorno alle auto già in sosta “braccano” un posto che, solo qualche volta, dopo un’attesa paziente e diversi girotondi da cima a fondo della piazza, finalmente si materializza, ma qui comincia un’altra piccola odissea: «I parcometri della parte nord sono spesso guasti, e se il parcheggio si trova in questa zona bisogna scendere fino alla prima macchinetta funzionante per fare il tagliando e poi tornare indietro a collocarlo nell’auto».
Così si è costretti a fare avanti e indietro lungo la piazza per diverse volte, perdendo tempo e spesso anche la pazienza. Anche perché i guasti alle macchinette sembrano la regola, più che l’eccezione: «I parcometri qui sono rotti così spesso che si ha l'impressione che non vengano neanche più riparati», racconta la titolare di uno degli esercizi commerciali della piazza.
In effetti il dubbio trova riscontro nel fatto che in due delle quattro macchinette compare fissa la scritta “In caso di guasto recarsi al parcometro del civico 14”, dando quasi per scontato che queste non debbano funzionare mentre l’altra sì. Ma allora perché non cambiarle? «Anche per noi commercianti – prosegue la protesta – questa situazione, che si protrae da settimane se non da mesi, non è agevole: le persone hanno poco tempo e anche per i propri acquisti non possono girare su e giù per la piazza, magari sotto la pioggia battente, per avere la ricevuta del parcheggio. E non vogliono nemmeno rischiare di prendere una contravvenzione, magari per una sosta di mezzora, il tempo minimo per un acquisto veloce o per una pausa-caffè durante gli spostamenti per lavoro. Per non parlare di chi deve recarsi in Comune e spesso non riesce proprio a trovare un posto auto».
I parcheggi restano uno dei nodi critici più pressanti in città, senza bisogno di scomodare la “questione ospedale”. E di pochi giorni fa l’intervento della confcommercio cittadina, attraverso il suo presidente Alessio Pagni, per auspicare «una maggiore sensibilità da parte dell’amministrazione comunale, per promuovere l’apertura di un tavolo con la nostra associazione e coinvolgendo magari anche altri soggetti interessati al rilancio della città»
«La questione annosa dei parcheggi infatti – proseguiva Pagni – evidenzia la necessità di elaborare un progetto organico per dotare Pescia di una migliore accessibilità che non riguarda solo chi gestisce esercizi commerciali, ma è parte di una problematica più ampia che comprende l’arredo urbano, la cura del verde pubblico, la manutenzione dei marciapiedi: è in gioco la capacità di accoglienza offerta dalla città verso i propri cittadini, ma anche nei confronti di chi viene da fuori. Un profilo turistico come quello che Pescia potrebbe avere non è conciliabile con una scarsa attenzione a questi fattori. La gradevolezza della nostra città purtroppo attualmente non pare particolarmente tutelata».
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