Il Tirreno

Montecatini

È stato un omicidio: foro di proiettile sul cranio

di Massimo Donati
È stato un omicidio: foro di proiettile sul cranio

I resti trovati nel bosco di Massa e Cozzile sono di un uomo di circa 60 anni che soffriva di problemi cardiaci e indossava abiti costosi

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Omicidio. Il foro di proiettile scoperto sul cranio non lascia dubbi. L’uomo – perché di un uomo si tratta – i cui resti sono stati ritrovati lunedì pomeriggio nei boschi di Massa e Cozzile è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco.

È questa la prima, importante certezza emersa dall’autopsia eseguita nel pomeriggio di ieri all’obitorio di Pistoia sul cadavere in avanzato stato di composizione di cui, dopo averlo assassinato e racchiuso in quattro sacchi della spazzatura, qualcuno si è disfatto gettandolo nella scarpata sottostante un ponticino di via Mammianese, in località la Baita, nel territorio comunale di Massa e Cozzile, a poche centinaia di metri dalla località marlianese di Canfittori e dal comune di Montecatini.

L’esame di sposto dal pm Claudio Curreli è andato avanti per l’intero pomeriggio di ieri e proseguirà anche oggi, sempre dalle 14,30 in poi. Un lavoro certosino quello che devono compiere il medico legale Alberto Albertacci e il tecnico Walter Calugi per ripulire dal fango i resti e recuperare senza danneggiarle ulteriormente eventuali prove. Ai carabinieri della Scientifica sono già stati affidati per le analisi campioni dei vestiti, del terriccio e anche degli insetti presenti nei sacchi, che potrebbero fornire indicazioni preziose.

All’interno dei sacchi della spazzatura, aperti completamente soltanto ieri, più che un cadavere è stato rinvenuto uno scheletro o poco più. Il grado di decomposizione fa pensare che la morte sia avvenuta almeno tre anni fa.

L’esame di ieri ha accertato che i resti appartengono a un uomo attorno alla sessantina. Sulla mascella superiore (la mandibola non è stata ritrovata) è stata accertata la presenza di un ponte dentale con quattro molari d’oro. Una caratteristica che ha permesso di escludere già il collegamento con alcune persone scomparse negli ultimi anni nella nostra provincia.

In una tasca della giacca, assieme ad alcuni spiccioli (euro in monete), a un mazzo di chiavi e ad occhiali da presbite, è stata trovata anche una compressa, ancora racchiusa nel suo blister, di un medicinale comunemente usato da persone con problemi cardiaci, sofferenti nello specifico di insufficienza coronarica o angina pectoris.

Al momento della morte poi, l’uomo portava una catenina d’oro con una medaglia con una scritta e una data incise: probabilmente un regalo da parte di una moglie o di una fidanzata in occasione di un anniversario.

Da quanto è stato possibile appurare nonostante il fango, gli abiti che indossava erano costosi, di un negozio di alta moda – Lavarini – molto apprezzato a Montecatini fino alla chiusura, qualche anno fa. Così come le scarpe, di lusso nonostante siano di un modello da trekking.

In base agli elementi scaturiti dall’autopsia, gli investigatori dei carabinieri dovranno adesso cercare di attribuire un nome alla vittima dell’omicidio. Prima attraverso una comparazione con le denunce di scomparsa degli ultimi anni, quindi con l’esame del Dna. Ma il particolare dei denti d’oro potrebbe far pensare a un uomo dell’est europeo, il che renderebbe più difficoltoso arrivare a un risultato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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