La manifestazione
Città chiusa senza disagi ma parecchie proteste
Tolto senza grossi problemi il materiale radioattivo da via Marconi Contestazioni per le rimozioni forzate e per le decisioni non prese su una scuola
MONTECATINI. Quando ieri mattina si è guardato il cielo si è temuto il peggio. Pioggia, solitamente, equivale a più traffico. E se già a cose normali tante auto costituiscono un problema, figuriamoci ieri, con una larga fetta di città interdetta al traffico (compreso anche quello pedonale). Invece, alla fine, il traffico è satto anche meno intenso del solito, e così anche i disagi in questo senso. Pochi persino i pedoni, non c’erano nemmeno gli immancabili classici pensionati che non si perdono un cantiere.
In via Marconi, infatti, si dovevano rimuovere gli elementi radioattivi utilizzati, fino agli anni Sessanta come sorgente di irradiamento dell’acqua termale, per produrre – all’epoca era considerata terapeutica – acqua termale radioattivata. Poco materiale in realtà, per il quale è bastato un contenitore schermante di dimensioni ridotte (quelle di un fustino da detersivo per intenderci) per raccogliere il materiale radioattivo. Un’operazione che, a raccontarla così, sembra facile. E in pratica lo è, solo che occorreva seguire una procedura di sicurezza molto dettagliata.
La rimozione, così come il successivo smaltimento, è stata affidata a una ditta specializzata, il Gruppo Laboratori Protex di San Marino. A soprintendere a tutto il procedimento la prefettura, con i controlli dell’Arpat e dell’Ispra, e la mobilitazione di vigili del fuoco, polizia, carabinieri, guardie forestali, polizia municipale, protezione civile e associazioni di volontariato.
Per operare è stato necessario creare una sorta di zona rossa, completamente interdetta ai non autorizzati, e nella quale non potevano accedere nemmeno i pedoni. Era quella più a ridosso dell’area termale interessata dall’operazione. Poi un’ulteriore fascia interdetta, per motivi pratici, alle auto, con la chiusura di un largo tratto di viale Marconi e di una serie di strade laterali.
Le operazioni hanno preso il via regolarmente alle 8,30, per completarsi attorno alle 12,15, quando si sono cominciate a rimuovere le varie barriere e riaprire le strade alla circolazione. La sola rimozione del materiale radioattivo invece ha richiesto circa tre quarti d’ora.
Tutto bene insomma? Non proprio. Qualche polemica ha già cominciato a sollevarla la rimozione forzata di decine di auto in sosta, nonostante i cartelli avvertissero da diversi giorni del divieto previsto per ieri mattina. In particolare la rimozione delle auto in sosta nel parcheggio di viale Marconi, non coinvolto nell’operazione. Ma, come spiega la comandante della polizia municipale Michela Cupini, il protocollo di sicurezza comprendeva anche l’eventualità di piccoli incendi, che avrebbero investito direttamente l’area di sosta. Da qui la necessità di procedere con lo sgombero: «Abbiamo atteso fino a quando abbiamo potuto, nella speranza che i proprietari venissero a spostarle, ma alle 8,40 non abbiamo più potuto attendere e le abbiamo fatte rimuovere».
Altra polemica riguarda le scuole: il Comune con un’ordinanza aveva deciso di tenere chiuse le vicine medie, mentre nessun provvedimento era stato preso per l’istituto delle Giuseppine (che ha autonomamente deciso di non aprire). Entrambi i plessi erano fuori dalla “zona rossa”, e, come spiega il sindaco Bellandi, la decisione di chiudere solo le medie era dovuta esclusivamente a un problema di viabilità legato al passaggio dei pulmini.
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