Il Tirreno

Montecatini

Assalto a bordello cinese, magro bottino

di David Meccoli
Assalto a bordello cinese, magro bottino

Il fatto è accaduto in pieno centro il 20 gennaio. La banda è stata presa dalla polizia di Montecatini

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MONTECATINI. Un cittadino marocchino entra, prima della mezzanotte del 20 gennaio, in una casa d’appuntamento di Montecatini gestita da prostitute cinesi (tutte di età attorno ai 30 anni). L’uomo consuma l’atto sessuale (secondo una testimonianza, raccolta dalla polizia, «in maniera affrettata»), paga, ma poi nell’andarsene apre la porta d’ingresso dell’abitazione dove fuori lo attendono tre complici (tutti cinesi). Da loro si fa consegnare una pistola, che punta alla tempia di una delle ragazze, mentre fa sdraiare sul materasso le altre. La rapina frutta un telefonino Iphone, un computer portatile e 1.100 euro in contanti. Poi la fuga a bordo di una Audi A4 Station Wagon scura, che poi risulterà essere stata utilizzata anche in altre situazioni delittuose. E’ da questo episodio che le indagini hanno portato la polizia a sgominare, attraverso l’operazione denominata “Pechino”, una banda che il dirigente del commissariato di Montecatini,

Corrado Mattana, ha definito “eterogenea, disinvolta, astuta e rapida”. Una gang specializzata in rapine e, per alcuni dei suoi membri, in spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti Hu Zhong Lin, cinese di 25 anni, domiciliato a Firenze (ora detenuto nella casa circondariale di Rovigo in seguito a un provvedimento emesso dalla Procura di Reggio Emilia in esecuzione di un cumulo di precedenti pene); Nasri Abderrahim, marocchino di 20 anni, domiciliato a Firenze (detenuto nella casa circondariale di Prato); Shan Zhongyi, cinese di 43 anni, domiciliato a Prato (detenuto nella casa circondariale della stessa città). Un quarto cittadino cinese è stato identificato, ma si è reso irreperibile. Uno dei quattro (Shan Zhongyi) è stato arrestato al casello dell’autostrada a Prato poche ore dopo aver fatto un’altra rapina in un centro massaggi di Padova.

«Anche da queste informazioni – dice Mattana – si capisce che si tratta di una banda che operava in diverse località italiane. Un gruppo “anomalo”, ma evidentemente abituato a colpire con risolutezza: lo stesso episodio dell’arma passata di mano (ancora non rinvenuta e che riteniamo non fosse un giocattolo) ci fa pensare a un rituale già messo in atto in altre occasioni. Gli sviluppi investigativi potranno pertanto ricondurre gli stessi soggetti ad altri episodi, anche se non penso che ulteriori colpi siano stati fatti in Valdinievole». Le indagini sono state coordinate dal Pm Claudio Curreli, gestite dalla polizia giudiziaria di Montecatini in collaborazione con la Mobile di Prato. Le custodie cautelari in carcere sono state emesse dal gip Alessandro Buzzegoli.

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