Attenzione
Lo sci resta uno sport rischioso
Ma sulle nostre montagne si cerca di prevenire qualsiasi situazione di allarme
ABETONE. L’incidente che domenica ha ucciso Francesco Viti induce a riflettere sulla sicurezza e sul comportamento degli utenti sulle piste da sci anche nei comprensori della montagna pistoiese. Iniziamo da Abetone, dove la manutenzione delle piste è giudicata un fiore all’occhiello della stazione. «Siamo sempre molto attenti all’aspetto della sicurezza – spiega il sindaco Giampiero Danti – c’è un lavoro costante di verifica dei punti che possono essere pericolosi in base alle condizioni di ghiaccio e di innevamento. Ogni anno prestiamo cura al posizionamento di protezioni e segnaletica. I punti critici, come il Passaggio delle rocce sulla pista Zeno 3 o i burroni fra il Gomito e la Val di Luce, sono tutti protetti dalle reti».
I dati degli ultimi anni mostrano un buon grado di sicurezza. Non solo grazie al lavoro attento degli impiantisti, contornati da personale esperto, ma anche al servizio di sicurezza e soccorso sulle piste da sci svolto dalla Polizia (gli angeli della neve formati dal Caa di Moena) coadiuvati da Corpo forestale e volontari Avssat ad Abetone- Val di Luce e dai Carabinieri assieme alle Misericordie della Toscana a Doganaccia.
Per Abetone-Val di Luce i dati del 2011/2012 parlano di 800 soccorsi svolti dalla Polizia, di cui 50 con rilevamento di responsabilità di terzi.
Numeri bassi in rapporto agli oltre 3 milioni di sciatori transitati sulle piste. Da segnalare anche l’assenza di incidenti luttuosi da 4 anni e la diminuzione di scontri in pista, dati sintomatici di un’efficiente attività di prevenzione
«Lo sci è certo uno sport rischioso – prosegue Danti – molto dipende dalla capacità e senso di responsabilità di chi conduce gli sci. Facciamo il possibile per limitare gli incidenti ed indurre alla prudenza, ma talvolta diventa difficile. Si vedono tante persone che, poco esperte e sprovvedute , si gettano in discesa a tutta velocità. Poi magari perdono il controllo e finiscono fuori pista».
La passione per la neve fresca induce spesso ad azzardare il fuoripista anche in presenza di ordinanze di divieto. «Sicurezza e prudenza spesso vanno di pari passo –spiega Piergiovanni Franceschi, maestro di sci da 34 anni e direttore della scuola Monte Gomito – più le piste sono sicure più l’utente si sente di poter azzardare, sciatori e snowboardisti allo stesso modo. La sicurezza ed il trattamento della neve sono un fiore all’occhiello per Abetone, sempre migliorate negli anni. I maestri lavorano per il 70-80% coi bambini, gli adulti ne fruiscono solo se proprio ai primi passi. Chi già sa qualcosa preferisce azzardare da solo, mettendo talvolta in pericolo se stesso e gli altri».
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