Sicurezza
«Il Comune di Massa non racconti balle»
Dalla curia vescovile duro intervento sul caso dei lavori alla chiesa colpita da un fulmine e sui mancati contributi
PESCIA. Nessun contributo? Pazienza, ma se la motivazione è che non c’è stata la possibilità di parlare con il vescovo, qualcosa non torna: così, in sintesi, la curia vescovile di Pescia interviene sul caso del restauro della chiesa di Massa, danneggiata da un fulmine. Caso discusso anche nell’ultimo consiglio comunale massese, con l’amministrazione che ha motivato la mancata concessione di un contributo comunale con l’impossibilità, appunto, di contattare la curia.
Una versione smentita con una nota dalla stessa curia: «Sabato 9 marzo al mattino, verso le 11,30, telefona in curia e poi al vescovo una persona dai modi garbati, preoccupata di rientrare nella chiesa di Massa, danneggiata dal fulmine. Il vescovo spiega come stanno andando le cose e che è stato dato incarico a professionista serio di approntare un piano di restauro. È nel nostro interesse rientrare quanto prima nella bella chiesa di Massa –ha aggiunto il Vescovo – anche se occorrerà una somma notevole per il restauro: tanto per stare bassi circa 120/130mila euro. La persona entra poi in alcuni particolari, avendo appreso che nel consiglio comunale non erano stati assegnati alla diocesi fondi per il restauro, perché il vescovo era irreperibile, ed egualmente la curia, per avere informazioni sulla spesa del restauro».
Una lettura che ha sorpreso la curia: «La cosa è apparsa a dir poco strabiliante, fino a quando non si è avuta conferma dell'accaduto dagli articoli dei quotidiani del 10 marzo: i consiglieri di minoranza del gruppo Progetto Rilancio hanno dato la versione ufficiale di quanto accennato dalla persona che ha telefonato al vescovo e in curia. Si precisa, prima di tutto, che la diocesi non ha avanzato alcuna richiesta, che è stata invece iniziativa autonoma ed esclusiva del gruppo Progetto Rilancio, anche se il sindaco aveva promesso un contributo in occasione di una manifestazione ufficiale a dicembre. Il vescovo e la curia tengono poi a puntualizzare che la motivazione del consiglio comunale per il mancato contributo è una pura invenzione, una bugia bella e buona, una ragione come un’altra per chiudere i cordoni della borsa e addirittura dare la colpa del mancato contributo alla stessa diocesi». Insomma, da Pescia nessuno aveva richiesto contributi, semmai era stato lo stesso Comune di Massa a offrire spontaneamente la sua disponibilità a un sostegno. Se poi non è stato concesso, non è stato certo, si sottolinea nella nota della curia, per le motivazioni adottate in consiglio.
«Se il Comune di Massa – prosegue infatti la nota – come altri Comuni della Valdinievole, è in sofferenza, bastava dirlo chiaramente, ma non accampare balle. Infatti il vescovo e la curia sono sempre stati reperibili via mail o via telefono. Si ricordi, ad esempio, la richiesta via mail di permessi da parte dell’ufficio cultura per concerti e manifestazioni in chiese del territorio comunale, o la richiesta di intervento da parte dell’ufficio tecnico sulla struttura di Croci dopo il terremoto. Che dire poi quando, il 28 novembre, vi è stato l’evento calamitoso del fulmine? Vescovo, ragioniere dell’ufficio amministrativo, geometra della curia... È stato un continuo telefonare, mattino, giorno e sera, da parte di sindaco e vicesindaco. Non solo, ma anche le famiglie sfortunatamente interessate al problema non si sono fatte mancare le telefonate. A tutti è stato risposto a parole ma soprattutto con i fatti, arrivando a concludere i lavori in un tempo (20 giorni con acqua, neve e vento) che gli stessi uffici pubblici possono prendere ad esempio».
«Che oggi si dica che il vescovo si è dileguato, che la curia si è resa irreperibile – conclude l’intervento – e quindi che il contributo non può essere assegnato, non è semplicemente un’offesa alla diocesi, quanto una totale mancanza di serietà di una parte del consiglio comunale e un’offesa all’intelligenza. Se poi gli abitanti di Massa si accontentano di certe motivazioni... La diocesi ha voluto precisare e chiudere in questo modo un episodio spiacevole, con cui si è cercato di mettere in cattiva luce il vescovo e gli uffici di curia che, dal momento in cui il fulmine ha fatto i danni, sono stati costantemente sul posto per risolvere i problemi. E si daranno da fare per il restauro della chiesa e del lucernario della cupola, nei limiti delle loro possibilità».
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