Sicurezza
Sport e natura: le passioni che hanno tradito Francesco
Oltre allo sci, il giovane dottore in filosofia amava praticare anche il ciclismo La sua famiglia aveva scelto di vivere in un casolare ristrutturato in collina
BUGGIANO. Tutto sembrava perfetto, accanto all’amore della sua vita e in mezzo alle sue grandi passioni, lo sport e la natura. Tutto sembrava perfetto. E il contrasto con questa situazione idilliaca contribuisce a rendere ancora più difficile da mandar giù ciò che già a cose normali sarebbe inaccettabile.
Un weekend di festa che si è trasformata in tragedia. E il dolore vissuto in prima persona da chi si trovava con lui in quei terribili momenti ha attraversato le centinaia di chilometri che separano la Val di Fassa dalla Valdinievole. Per piombare come un macigno sui tanti amici e conoscenti di Francesco e della sua famiglia.
Francesco Viti, 28 anni ancora da compiere, era, senza sprecarsi in vuota retorica ma descrivendo le cose per quel che sono, quello che si può definire il perfetto bravo ragazzo. Studioso, lavoratore e con tante sane passioni.
Laureatosi in filosofia, lavorava con i genitori nell’azienda di famiglia, e dedicava il suo tempo libero alla fidanzata Giulia Angeli, dottoressa in veterinaria, e alle sue passioni, appunto la natura e lo sport. Adorava andare in bici, fare escursioni, praticare le piste innevate. Attività che condivideva con la sua compagna, accanto a lui anche nella tragedia trentina.
Passioni, quelle per lo sport e la natura, che erano coltivate anche dal resto della sua sua famiglia, che non a caso si era scelta come dimora uno degli angoli più belli della Valdinievole: un casolare ristrutturato, sul cucuzzolo di una collina dal quale domina la valle, tra i paesi di Buggiano Castello e Colle di Buggiano. Qui, circondata da ulivi e boschi, vive la famiglia di Viti.
Una famiglia riservata, come racconta chi la conosce, ma sempre gentile e disponibile con tutti. Francesco, nato a Barga, ma cresciuto in Valdinievole, vivena con il padre Pierpaolo, la mamma Giovanna Fantozzi e la sorella Sara, più giovane di lui, laureata in giurisprudenza.
Il padre Pierpaolo, montecatinese, lavora nell’azienda della famiglia della moglie (la Giannino, specializzata nella commercializzazione e distribuzione di capi di abbigliamento). Un’attività che invece non ha seguito direttamente la mamma di Francesco, preferendo dedicarsi all’insegnamento. Giovanna Fantozzi è un’apprezzata e conosciuta insegnante di matematica al liceo Lorenzini di Pescia, dove tra le altre cose si occupa, con successo, di organizzare le squadre di studenti che rappresentano l’istituto pesciatino alle olimpiadi di matematica.
Ed è proprio dai genitori che Francesco, come la sorella Sara del resto, ha ereditato l’amore per l’ambiente e per lo sport. Anche loro ieri si trovavano in Alto Adige, quando la loro esistenza è stata sconvolta dalla notizia che Francesco non c’era più.
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