Trasporti
Si spara per debiti e vergogna
L’uomo, sull’auto dei creditori, fa un lungo giro tra Cerreto e Larciano. Poi scende e si suicida
EMPOLI. È andato all’appuntamento coi suoi creditori. È salito sulla loro macchina. Ha cercato di spiegare che stava mettendo da parte i soldi da restituire, mostrando anche dei libretti, risultati falsi. Ma nel frattempo si è sentito perso, schiacciato dal peso di un prestito chiesto anni fa a un amico, morto di recente. Gli eredi si sono fatti vivi e lui non ha retto. Ha chiesto al conducente di accostare: «Devo fare un bisogno». Ha fatto alcuni metri nel bosco. E si sparato. L’ottantenne viveva nel comune di Vinci. Si è suicidato ieri mattina in località Poggioni, lungo la via Francesca Nord, vicino al ristorante pizzeria Quattro Assi a Stabbia. Con un colpo in fronte.
A dare l’allarme sono stati proprio i creditori, che quando hanno sentito lo sparo si sono precipitati sul posto e si sono ritrovati di fronte a una scena terribile, con l’uomo in una pozza di sangue, accanto alla sua pistola. Il 118 ha inviato a Stabbia un’ambulanza. I soccorritori hanno cercato disperatamente di salvare l’anziano. Ma non c’era più niente da fare. Nel frattempo sono arrivati i carabinieri, con la scientifica che ha effettuato i rilievi. Dai primi accertamenti risulta che l'arma con cui il pensionato si è tolto la vita era regolarmente detenuta.
I militari hanno raccolto le testimonianze delle tre persone che erano in compagnia dell’uomo fino a quando ha deciso di farla finita.
In base a una prima ricostruzione, l’anziano anni fa si era fatto prestare da un amico di famiglia una grossa somma di denaro, oltre centomila euro, a titolo di investimento nella società cooperativa di cui faceva parte. Ma non era mai riuscito a restituirla. Poi il suo amico è morto. Gli eredi erano a conoscenza di quella vecchia storia. Hanno contattato l’anziano e lui ha promesso di restituire i 100mila euro. Ieri mattina avevano un appuntamento. È salito sulla loro auto: non è chiaro se per far visitare ai creditori l’azienda nella quale aveva investito i soldi prestati o con la scusa di fare un prelievo.
Hanno fatto un giro nella zona al confine tra Cerreto Guidi e Larciano. Lui – sempre secondo quanto è trapelato – nel frattempo avrebbe cercato di convincere i creditori che era in grado di saldare il debito e che aveva soltanto bisogno di un po’ di tempo. Per avvalorare la sua tesi avrebbe anche mostrato dei libretti, per far vedere che stava mettendo da parte dei risparmi e che con un altro po’ di tempo a disposizione avrebbe onorato l’impegno.
I “libretti” , poi sequestrati dai carabinieri, sono risultati falsi, così come i timbri. L’anziano vinciano, spinto dalla vergogna, ha deciso di farla finita. Probabilmente l’idea l’aveva già maturata nelle ore precedenti. Ma si era riservato un’ultima possibilità. Potrebbe essere questo il motivo che lo aveva spinto a portarsi dietro la sua pistola.
Ha chiesto al creditore che era al volante dell’auto di fermarsi con la scusa più banale: il bisogno fisiologico. I tre l’hanno fatto scendere, a una cinquantina di metri di distanza dal ristorante. Lui ha percorso qualche metro nella boscaglia e si è sparato.
Francesco Turchi
Sara Bruni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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