Sicurezza
Arriva il rimborso sull’assegno intestato al padre defunto
Il contratto telefonico era stato disdetto dopo il decesso La Telecom: «Rimedieremo subito al nostro errore»
MASSA COZZILE. Quando ha aperto la busta con l’assegno ha avuto un sussulto: non per la cifra, quella era giusta, quanto piuttosto per l’intestatario dello stesso. Quell’assegno della Banca Popolare di Sondrio, di 17 euro e 64 centesimi, era non trasferibile, lo poteva cioè incassare solo l’intestatario, ossia il padre di chi aveva aperto la busta. Peccato però che il beneficiario era morto da due anni.
Un banale errore burocratico certo, però la vicenda, accaduta a Massa Cozzile, assume un carattere decisamente particolare quando si scopre perché era stato inviato quell’assegno: si trattava del rimborso di una fattura del telefono, a seguito della disdetta del contratto telefonico. Disdetta che però era stata fatta dal figlio dell’utente proprio per il decesso del titolare del contratto stesso.
Insomma: il figlio ha scritto alla Telecom (questa la compagnia telefonica interessata) per comunicare che il padre era morto, e che, quindi, staccava la vecchia linea. Da parte della compagnia telefonica viene così seguita la procedura: la linea viene disattivata e viene calcolato quanto, tra canoni di abbonamenti e consumi effettivi, deve essere rimborsato all’utente. Viene fatto il calcolo e preparato l’assegno, che però viene inviato all’ex abbonato, il quale però è deceduto, e nessun altro può incassarlo.
In sintesi si è seguita la procedura standard, come se si fosse trattato di una normale disdetta telefonica, fatta da un utente ancora in vita. Questo nonostante che nella lettera di recesso il figlio avesse spiegato chiaramente la motivazione di quell’annullamento, accompagnando la richiesta, oltre che da un proprio documento d’identità, anche da una copia del certificato di morte del padre.
Una vicenda che ha destato più curiosità che rabbia nei familiari, in fondo si tratta solo di 17 euro e spiccioli, una cifra che non cambia la vita. Però colpisce il fatto che, dopo aver seguito tutto l’iter, con tanto di documentazione di accompagnamento, si sia potuto commettere una simile distrazione.
Contattata dalla nostra redazione Telecom Italia assicura che rimedierà al più presto all’errore: «Ci scusiamo con i familiari – viene comunicato dall’ufficio relazioni esterne della compagnia – è evidente che siamo di fronte a un errore. Cercheremo di capire cosa sia successo. Probabilmente si è attivata una procedura automatica. Ma a questo errore, ovviamente, rimedieremo al più presto».
Insomma, una piccola storia di ordinaria burocrazia destinata a risolversi, e a lasciare in eredità un curioso aneddoto da raccontare.
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