La manifestazione
Su lavoro e volontariato incognite al Comicent
PESCIA. Quali effetti potrà avere su una decina di posti di lavoro, e anche un’importante attività di volontariato culturale, la creazione dell’agenzia speciale per la gestione del Comicent? È quanto...
PESCIA. Quali effetti potrà avere su una decina di posti di lavoro, e anche un’importante attività di volontariato culturale, la creazione dell’agenzia speciale per la gestione del Comicent? È quanto chiede, con un’interrogazione al sindaco, il consigliere del Pd Marco Niccolai.
«La scelta della giunta – scrive Niccolai – per la gestione delle attuali attività del Comicent, di dare vita a un’azienda speciale del Comune (creando un ulteriore ente in controtendenza rispetto all’indirizzo di non creare nuovi soggetti pubblici), comporta la necessità di conoscere alcuni aspetti e indirizzi della nuova gestione, più o meno rilevanti. Siccome preal Comicent lavorano più di 10 persone, tra dipendenti del vecchio consorzio e quelli delle cooperative che svolgono servizi in appalto, un numero che è pari ad una piccola impresa, occorre conoscere con chiarezza se l’azienda speciale intende salvaguardare questi posti di lavoro e come,perché in tempi di grave crisi economica il nostro territorio non potrebbe permettersi il venir meno di altri posti di lavoro».
Non solo: «Vari cittadini – continua l’esponente del Pd – segnalano che l’azienda speciale ha esplicitato ai Rioni pesciatini la propria volontà di far loro pagare l’accesso agli spazi del Comicent, che utilizzano per allenamenti e prove, ma non si capisce in cambio di quale servizio e per quale motivo».
Da qui le domande per sapere«se l’azienda speciale e dunque l’amministrazione comunale intende o meno salvaguardare i posti di lavoro dei lavoratori, diretti e indiretti, del Comicent. E se corrisponde al vero che i Rioni, che sono associazioni e non imprese, dovranno pagare per accedere agli spazi del Comicent e, nel caso, in quale misura e per quali servizi, e se l’amministrazione non ritiene che i Rioni, che costituiscono non solo associazioni storiche ma anche luoghi di aggregazione sociale, dovrebbero essere invece per quanto possibile agevolati nelle loro attività».
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