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Alle scuole menù certificati dall’Asl

Alle scuole menù certificati dall’Asl

Lettere di un gruppo di mamme: chiedono che Monsummano si allinei agli altri comuni

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MONSUMMANO. «Perché il menù delle scuole di Monsummano non è certificato dal servizio dell'ASl 3 di Pistoia preposto per la tutela della salute alimentare? La risposta è semplice: nessuno lo invia all'Asl e nessuno chiede cosa ne pensano a riguardo i medici pubblici che di lavoro fanno proprio quello: tutelare la salute alimentare». È l’avvio di una lettera sottoscritta da una ventina di mamme di bambini che frequentano le scuole cittadine, che per cercare di risolvere il problema hanno deciso di inviarlo per conoscenza all'Asl, «chiedendo pubblicamente alla responsabile del servizio di Igiene degli alimenti e nutrizione se riconosce,oppure disconosce, questo menù, logicamente dal punto di vista medico».

«Come mamme – prosegue la lettera – esigiamo una risposta da parte delle istituzioni. Non voglio trovare un colpevole, sia chiaro, ma solo un'eventuale spiegazione logica: cosa hanno di diverso i bambini degli altri comuni della Valdinievole rispetto ai nostri? Perché a Monsummano i bambini di tre anni (vedi menù inverno 3 del Comune di Monsummano) mangiano lo spaghetto all'amatriciana oppure la pasta alle noci, piuttosto che lasagne al ragù? Perché nel menù della Pieve di questi alimenti non c'è traccia? (vedi menù 2012 - 2013 del Comune della Pieve)».

Senza giri di parole, chiedono che questi servizi siano gestiti a livello intercomunale, «senza soluzioni spettacolari e particolari, perché non c'è da inventare niente: c'è da copiare chi fa meglio. L'uovo di colombo è: prendere a campione lo stesso menù della Pieve, tantopiù che il servizio di mensa da loro costa anche di meno ed è certificato dall'Asl».

Gli gli altri Comuni della Valdinievole certificano il menù con tanto di timbro dell'Asl, mentre a Monsummano la struttura addetta alla stesura del menù è il comitato mensa dei genitori integrato con una pediatra in regime di libera professione. «Noi facciamo diversamente – prosegue la lettera – ma questo meccanismo è il migliore? Evidentemente c'è chi lo pensa e può anche darsi, ma crediamo di trovare tutte le mamme del mondo d'accordo nel dire che tale struttura non si deve mai sostituire al servizio pubblico dell'Asl: magari può supportarlo, ma non sostituirlo. Se ci si vuole ostinare con questa procedura a prescindere da ogni logica, comunque rimane il fatto che il menù creato dal Comitato mensa dei genitori intergrato vada sempre inviato all'Asl, anche per tutelare gli stessi genitori membri del comitato stesso». Dalla risposta della dirigente del servizio dell'Asl ci si aspetta che, se il menù è valido,venga certificato e quindi riconosciuto. Mentre, nel caso in cui venga disconosciuto, sorgerebbero dei problemi. «Monsummano con questo modo di operare costringe il Comitato mensa dei genitori ad assumersi una grossa responsabilità. Mentre negli altri comuni della Valdinievole detta responsabilità è certamente dei dottori dell'Asl (pagati da noi e competenti). I poveri genitori del comitato mensa, lo sanno che hanno questo tipo di responsabilità? Sindaco e assessore che responsabilità hanno sulla qualità del menù fatto dal comitato? Perché complicarsi la vita?».

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