Il dolore
Pochi medici: chirurgia rischia lo stop
Mai sostituiti i 4 andati in pensione e i trasferiti. E con 2 assenti per infortuni potrebbe essere garantita solo l’emergenza
PESCIA. Qualche operazione programmata sarebbe ancora in calendario, ma una volta smaltiti questi interventi l’attività del reparto di chirurgia del Cosma e Damiano potrebbe subire (questione di giorni, stando alle indiscrezioni) un brusco stop, limitandosi all’attività di guardia chirurgica. Ossia agli interventi di emergenza che arrivano dal pronto soccorso.
Non si tratta di una decisione annunciata dall’Asl, e nemmeno di una decisione presa dagli stessi vertici dell’azienda, ma di una inevitabile conseguenza dello stato di cose che, come si mormora (nemmeno troppo a bassa voce) nel reparto, si è venuto a creare in chirurgia. In parole povere: non una decisione presa, bensì la conseguenza di decisioni non prese. Quelle di integrare il personale medico, ridotto ormai a un numero di unità talmente basso da non poter garantire lo svolgimento dell’attività ordinaria.
Il reparto ha perso quattro chirurghi, tra pensionamenti e trasferimenti, che non sono mai stati sostituiti. Nessuna assunzione, nessun arrivo a Pescia da altri ospedali. Nemmeno una sostituzione momentanea in questo periodo, in cui il reparto ha temporaneamente perso altri due elementi, assenti giustificati per infortunio. Insomma, mancherebbero, nel vero senso del termine, le forze per poter garantire anche l’attività ordinaria.
Anche perché stiamo parlando di un lavoro che tocca direttamente la salute delle persone. I medici sono costretti a fare turni massacranti, svolgendo l’attività chirurgica ordinaria e i turni di guardia. Una situazione che, se le cose non cambiano, potenzialmente potrebbe portare gli stessi medici chirurghi a condizioni di stress difficilmente conciliabili con l’attività in sala operatoria.
Le premesse ci sono tutte, visti i carichi di lavoro cui gli stessi medici sono sottoposti in questo periodo (che sta andando avanti da molto tempo). Ormai la presenza di un solo chirurgo in tutto il reparto in alcuni momenti della giornata rappresenta sempre meno un’eccezione. E gli stessi medici non paiono più intenzionati a sopportare, in primis per tutelare la salute dei loro pazienti. A dire il vero da tempo si parla di una nuova assunzione, ma al di là del fatto che comunque non rappresenterebbe certo una soluzione definitiva alle carenze di personale, anche se dovesse andare in porto a causa dei tempi burocratici difficilmente il nuovo chirurgo potrà entrare in servizio prima dell’estate.
Insomma, la pazienza pare arrivata al limite. Da qui la possibile decisione di sospendere ogni attività tranne l’emergenza. Una scelta, viene sottolineato, non voluta, ma cui i medici sono di fatto costretti.
Per una situazione che alimenta ulteriormente le teorie di una sanità sempre più “pistoiacentrica”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
