Trasporti
Maxi risarcimento per bimbo disabile
L’azienda sanitaria verserà 3 milioni di euro ai genitori del piccolo nato con un grave handicap causato dal parto
MONTECATINI. L’errore in sala parto costa all’Asl un risarcimento di 3 milioni di euro e lascia uno strascico ancora più doloroso: la menomazione permanente di un bimbo che ha compiuto da poco due anni.
È successo all’ospedale di Pescia il 6 ottobre 2010. Non è stato necessario per i genitori avviare una causa legale dai tempi incerti. L’azienda si è resa conto della negligenza e ha scelto di transare versando 3 milioni di euro alla famiglia che ne chiedeva 5,7 per danni patrimoniali, esistenziali e biologici.
I precedenti. Il maxi-risarcimento segue i due casi di parti tormentati avvenuti nel 1999 e nel 2003. Per il primo episodio, concluso con il decesso del piccolo dopo due mesi di agonia, i genitori hanno avuto un acconto e per ottenere il saldo hanno fatto pignorare il conto corrente dell’Asl. L’altro fronte, invece, ha avuto un epilogo in Tribunale dove l’Asl è stata condannata a risarcire con 2,2 milioni di euro genitori e fratello di una bambina nata dopo che il cordone ombelicale le si era attorcigliato intorno al collo.
Errore in sala. Il parto da cui nacque un bimbo tetraplegico per colpa dell’équipe medica del Cosma e Damiano avvenne il 6 ottobre 2010. Secondo i genitori il neonato non venne seguito secondo i canoni che una gravidanza imporrebbe. Un’assistenza lacunosa sarebbe stata all’origine di un ritardo nel parto che avrebbe dovuto essere anticipato con un cesareo considerati i segnali di sofferenza del feto. Ma una buona dose di responsabilità va attribuita anche a un monitoraggio fallimentare che non mise in condizione gli operatori di capire la gravità del quadro clinico dal quale si doveva comprendere il rischio concreto di asfissia cerebrale e l’urgenza del cesareo. Non andò così e il risultato fu la nascita di un bimbo con un handicap gravissimo e irreversibile.
Il risarcimento. Trascorsi nove mesi dalla nascita nel giugno 2011 i genitori del piccolo hanno chiesto i danni all’Asl dopo essersi rivolti all’Organismo di conciliazione di Pisa. Nel marzo scorso il comitato gestione sinistri dell’azienda sanitaria, valutata la criticità del caso, ha dato il via libera alla trattativa per la transazione. Ma per essere ancora più sicuro sull’argomento ha chiesto un’opinione anche all’azienda ospedaliera Careggi, il centro di riferimento dell'Area Vasta. Il parere dei medici fiorentini ha confermato l'esistenza dei presupposti per procedere al risarcimento del danno. Un errore troppo evidente per tentare una difesa in tribunale.
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