Il Tirreno

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«Il progetto Life è uno spreco»

Maltagliati (Cpe) contesta l’iniziativa per abbattere nutrie, gamberi e cinghiali

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PONTE BUGGIANESE. Uno spreco di risorse inaccettabile: così Carlo Maltagliati, presidente dell’associazione Caccia Pesca ed Ecologia, giudica il progetto “Life” per l’abbattimento delle specie aliene nel Padule.

Un progetto dal costo di 1.370.000 euro, « per eliminare da una piccola parte del Padule di Fucecchio e della Sibolla, il gambero killer, le nutrie e i cinghiali».

«Il progetto, annunciato dal commissario del Consorzio di bonifica Biondi – continua Maltagliati – ha come finalità l’eliminazione di questi gamberi da una porzione del Padule di circa 70/80 ettari, quando lo stesso Padule ha un’ estensione, compresa la Sibolla, di 1.600-1.700 ettari; senza contare i terreni e i fossi adiacenti nei quali si trovano questi animali. Per le nutrie è lo stesso problema: forse si vorranno catturare con le trappole per poi liberarle a qualche chilometro di distanza, così come fece anni or sono la provincia di Pistoia, creando di fatto lo stesso problema altrove. Oppure si vorrà ucciderle? Se il progetto prevede questa soluzione, non importa spendere milioni di euro, basta permetterne l’abbattimento selettivo ai cacciatori, e per far questo ci sono già le leggi che lo consentono.Questo modo non costerebbe niente allo Stato. Per quanto riguarda il problema cinghiali, ci hanno già pensato i cacciatori».

Questo progetto avrà la durata di cinque anni, «ma gli sforzi per eliminare gamberi e nutrie sarà vanificato dalle piene che, 3/4 volte l’anno interessano il Padule. Il commissario Biondi, illustrando il piano, sottolineava che una parte dei fondi occorrenti veniva dato dagli enti che avevano approvato il progetto, la metà dei 1.370.000 euro erano a carico della Comunità Europea (come se questo fosse un regalo ), mentre il Consorzio da parte sua contribuiva per 570mila euro (ma solo per 50mila in denaro, il rimanente veniva considerato come lavoro degli uffici)».

Da qui alcune considerazioni di Maltagliati: «Il Consorzio nel suo insieme fra dirigenti tecnici e amministrativi ha circa 26 unità. Considerando che il loro costo annuo cadauno, compresi i vari oneri, si aggira sui 30/35 mila euro, vuol dire che il Consorzio per i prossimi 5 anni può fare a meno di 3-4 dipendenti che sarebbero impiegati per il progetto Life, col contributo di 520mila euro, considerato come lavoro interno. Ora le cose sono due: o al Consorzio c’è un esubero di personale o i conti del piano di spesa sembrano più delle supposizioni. Che poi ci siano tecnici della Società Nemo e dell’Università di Firenze che elogiano il progetto, è normale, visto che lo hanno creato loro e quindi ne avranno un giusto compenso».

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