Il Tirreno

Montecatini

Donna uccisa a Milano la svolta attesa con il Dna

Il fratello, residente alla Vergine dei Pini, è rimasto a disposizione dei militari Ancora nessun indagato senza l’esito dei riscontri sulle tracce biologiche

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MONSUMMANO. Confidano nelle risposte che arriveranno dalle tracce biologiche recuperate sulla scena del delitto, i carabinieri impegnati nella caccia all’assassino di Loredana Boscani, l’operaia di 50 anni uccisa lunedì nella casa in cui viveva assieme alla madre a Rozzano.

Il fratello della donna, Mirco, 46 anni, sposato e padre di una bimba, da cinque anni residente alla Vergine dei Pini, è stato sentito più volte dagli inquirenti. Nei giorni precedenti la scoperta del cadavere era a Rozzano a trovare mamma e sorella, ma anche per cercare lavoro. Alle 10,30 di lunedì è partito in treno per arrivare verso le 15,30 a Montecatini. Nel frattempo era stato rinvenuto il corpo della sorella e a Boscani è stato chiesto di tornare a Rozzano dove è rimasto per assistere la mamma inferma. E dove i carabinieri lo hanno sottoposto a diversi interrogatori.

Il corpo di Loredana era stato trovato nel pomeriggio da una vicina di casa che aveva notato la porta dell’appartamento all’ottavo piano aperta. Era riversa in cucina, sul collo segni di strangolamento e il cranio sfondato.

I carabinieri del nucleo investigativo di Milano, che stanno indagando, spiegano che al momento «non ci sono indagati per l’omicidio». Escludendo la pista del delitto per una rapina finita e l’omicidio dal movente passionale pensano a un delitto d’impeto che potrebbe essere nato «in ambito relazionale».

«Devono essere approfondite le dinamiche familiari», spiega un investigatore. E lo dice perché sa che sicuramente, durante il sabato e la domenica, Loredana Boscani non era da sola in casa con la mamma, che ha più di ottant’anni, inferma a letto.

Mirco Boscani ai cronisti ha riferito di non sapere nulla di quello che è successo, ai carabinieri ho raccontato la verità e loro non mi dicono nulla, sono in balìa degli eventi». È intorno ai suoi spostamenti, ai giorni e agli orari che ruotano le indagini: ufficialmente non è trapelato a che ora sia morta Loredana- A quanto pare, per tutta la famiglia la crisi di Loredana sul lavoro poteva significare l’arrivo di problemi economici e la necessità di trovare una soluzione, forse di aiutarla nel mantenimento della mamma, la signora Pietrobelli, vedova da una decina d’anni e solo parzialmente autosufficiente. Boscani, dopo aver lavorato per una ditta di autotrasporti di Ponte Buggianese, aveva provato a mettersi in proprio con un’attività di traslochi, ma da tempo è disoccupato.

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