Sicurezza
Pescia, Idv e Rifondazione estromessi dal centrosinistra
PESCIA. Italia dei Valori e Rifondazione Comunista tagliati fuori dal nuovo assetto del centrosinistra cittadino. All'indomani della costituzione del nuovo soggetto politico in cui convergono Pd,...
PESCIA. Italia dei Valori e Rifondazione Comunista tagliati fuori dal nuovo assetto del centrosinistra cittadino. All'indomani della costituzione del nuovo soggetto politico in cui convergono Pd, Sel e Socialisti, i rappresentanti di Idv e Rifondazione si interrogano sulle ragioni per le quali i loro partiti sono stati, di fatto, esclusi dalla nuova compagine politica venuta fuori dalle primarie del 25 novembre.
Solo pochi giorni fa, infatti, i partiti del coordinamento Italia Bene Comune avevano convocato la stampa per ufficializzare la nascita di un referente politico unico che accorpava Pd, Sel e Socialisti.
«Sebbene non avessimo nostri candidati – fa sapere Riccardo Bolelli, segretario dell'Idv di Pescia – anche noi abbiamo partecipato alle primarie sostenendo Bersani, come indicato da Di Pietro, per cui non riusciamo a comprendere le motivazioni della nostra esclusione da questo nuovo soggetto politico di centro-sinistra, della cui fondazione, per altro, abbiamo appreso solo dalla stampa». Sia Idv che Rifondazione Comunista avevano manifestato in più di una circostanza la volontà di federarsi e non sembrano esistere - dal punto di vista dei contenuti - distanze tali da rendere plausibile un'esclusione dalla coalizione.
«Con Pd e Sel avevamo iniziato un percorso - dichiara Sandra Visani di Rifondazione Comunista – e si erano già, in qualche modo tracciate, le linee di un programma condiviso».
Cosa è successo, allora? Gli equilibri nazionali hanno avuto un peso anche a livello locale? La Visani lo esclude. Spiega: «Le coalizioni a livello nazionale non rispecchiano quello che avviene a livello locale perché le contingenze sono diverse». E allora come mai le due anime meno moderate della sinistra non sono state contemplate in questo nuovo soggetto politico, che già dall'atto della sua costituzione ha inteso qualificare come unitaria la propria azione d'opposizione all'interno dell'Amministrazione Comunale?
«Nonostante si convergesse su questioni fondamentali come riconoscimento della pari dignità a tutte le forze politiche, programma e opposizione forte e compatta a questa giunta non ci è stato chiesto nemmeno di sottoscrivere la carta d'intenti Italia Bene Comune, forse sarebbe bastato quello» chiosa Ferdinando Campolunghi, segretario di Rifondazione.
Nell'attesa di comprendere una mossa politica, che di fatto rende il percorso verso un'eventuale accordo ancor più difficile, Idv e Prc fanno - comunque - sapere che c'è da parte loro la volontà di discutere con tutti e di continuare il lavoro intrapreso insieme alle altre forze d'opposizione.
Maria Salerno
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