Il dolore
Nuove leggi sulle antenne Preoccupati i cittadini
Confermata la richiesta di tre nuovi ripetitori nel territorio monsummanese Ma i mezzi per imporre regole e controlli alle compagnie telefoniche sono scarsi
MONSUMMANO. «Chi controllerà che i gestori della telefonia mobile non supereranno il limite di 6 volt su metro come media dell’intera giornata? Nessuna sorgente di campi elettromagnetici è oggi dotata di una strumentazione idonea a misurare i valori di campo elettromagnetico in modo continuativo nelle 24 ore. Gli enti incaricati avranno mezzi e costi disponibili per effettuare controlli 24 ore su 24, anche a campione, su decine di migliaia di sorgenti elettromagnetiche sparse nel territorio?»: sono queste alcune delle domande più importanti emerse martedì sera, in occasione dell’incontro pubblico sulle stazioni radio base (ossia i ripetitori per cellulari che hanno provocato numerose polemiche da qualche mese a questa parte).
Un tema caldo A sollevarle soprattutto le persone che abitano nei dintorni dello stadio Strulli e in via Maneto, due zone che vedono la presenza delle antenne vicino alle case. I cittadini hanno chiesto a gran voce delle rassicurazioni e delle certezze sulla nocività delle radiazioni, sulla qualità della vita che ne deriva e sulle possibili conseguenze in tema di salute.
«I campi elettromagnetici a radiofrequenza sono stati classificati fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo, possibile causa dell’aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (più 40 per cento di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni)», fa sapere il Comitato stadio Strulli. È stato evidenziato anche il problema del deprezzamento degli immobili che si trovano a poca distanza dai ripetitori e una novità negativa contenuta nel decreto sviluppo approvato alla Camera: l’imposizione di una servitù coattiva che potrebbe conferire estrema libertà ai gestori di telefonia di costruire antenne sui palazzi di ogni città .
Dal canto suo il Comune ha illustrato il piano di telefonia mobile, con la previsione di almeno tre nuovi apparecchi sul territorio (in zona Grotta Giusti, Pozzarello-Violi e Cintolese) spiegando come il dialogo con le aziende del settore sia spesso difficile e pieno di contrasti.
«Siamo soddisfatti dell’apertura e della trasparenza dell’amministrazione comunale – commenta il presidente del Comitato Strulli Alessandro Bugelli – che ha assunto una posizione per la tutela dell’ambiente e del cittadino. Speriamo che tutto questo prosegua, è un bel segno di civiltà e di rispetto del territorio e di chi lo abita». Non erano però molti i cittadini che hanno partecipato alla riunione, né erano tanti gli esponenti politici (se si eccettua la giunta e il consigliere di opposizione Tiziana Scannella): «Ci aspettavamo un maggior interesse sull’argomento – chiude Bugelli – come la presenza delle forze politiche. Qui è necessario un impegno comune, perché il territorio è di tutti».
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