Il dolore
Studente brillante, imprenditore sfortunato
La parabola professionale dell’omicida. Un amico: «Non so spiegarmi quello che ha combinato»
MONTECATINI. Studente brillante, ma con un passato da imprenditore con esiti fallimentari.
Anzi, chi lo conosce attribuisce alla chiusura dell’azienda di famiglia se non l’origine almeno una delle principali cause di un cambiamento di carattere radicale.
Educato, ma freddo. Non ha mai alzato un dito contro l’ex consorte, anche quando le liti dopo la separazione erano diventate frequenti e sempre più dure.
Dopo il diploma al Forti di Buggiano in commercio estero, Massimo Parlanti si è laureato in economia e commercio.
È all’università che ha conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie con la quale si sposò nel 1999.
Leonardo Sensi, assicuratore, lo ricorda così: «Le volte che lo vedevo mi parlava dei figli con la luce negli occhi e ci confrontavamo delle problematiche che i nostri bambini coetanei avevano. Parlava anche del bel rapporto che aveva con Beatrice e lo vedevo realmente innamorato. Allora la ditta non dava segnali di crisi così come il loro rapporto di coppia. Appresi con stupore che era fallito e non sapevo della separazione così dolorosa. Sinceramente per come l'ho conosciuto io non avrei mai pensato potesse far male a una mosca, non so spiegarmi né giustifico quello che ha fatto, una cosa orribile e di cui, son sicuro, avrà il rimorso per tutta la vita. Quelli a cui penso sono i due bambini che in una tragedia hanno perso la mamma e il babbo, mi auguro che qualcuno sappia star loro vicino perché sono loro le vere vittime di questa storia senza averne la minima colpa. Spero che Massimo si renda conto dell'atrocità che ha commesso e che quei bambini riescano a crescere il più serenamente possibile senza due famiglie che si fanno la guerra sulle loro spalle, hanno già vissuto una guerra fra il loro babbo e la loro mamma, non hanno bisogno di viverle altre».
Parlanti fino al 2011 aveva prestato servizio come volontario alla Misericordia di Pieve a Nievole dove anche Beatrice, fino al giugno scorso, era una delle presenze tra i soccorritori.
Poi , con la fine della scuola, il trasferimento a Campi Bisenzio l’aveva allontanata dalla Valdinievole.(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
