Il Tirreno

Montecatini

lutto nel mondo della promozione turistica

«Addio Miro, amico della città»

Dante Simoncini ricorda la figura di Aldemiro Azzerboni

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MONTECATINI. «Se ne è andato un amico, una cara persona, a cui non si poteva non volere bene». Inizia così un sentito ricordo di Aldemiro Azzerboni, storico direttore della Promozione Albergatori, da parte dell’ex presidente della Bts Dante Simoncini.

«Lo conoscevo fino dai tempi della Cit, in viale Verdi; lo stimavo, come tutti, per la sua serietà e competenza nel turismo. Era venuto nella città delle terme, dopo una lunga e proficua esperienza fiorentina, coronata dall'incarico di direttore , appunto, dell'agenzia Cit di Montecatini. Aveva convinto tutti per le qualità professionali e per le doti umane, la gentilezza d'animo e la signorilità. Dopo un serio infarto, venne ad aiutare i molti amici che aveva nell'Associazione Albergatori di Montecatini; su incarico dell'allora presidente Pam Renzo Taddei, suo compagno di scuola, e confermato successivamente dai successivi consigli direttivi da me presieduti, è stato indimenticabile elemento di coordinamento all'interno di una dinamica e fattiva Pam. Cercammo di non caricarlo di responsabilità gravose, tuttavia non si tirò mai indietro, nonostante tutto».

«Quando, con Leonardo Bechini vicepresidente e con un consiglio direttivo molto valido, si imbastì una nuova stagione per la cooperativa - rposegue Simonicini - rilevante fu il contributo di Miro. Tecnicamente, nel lavoro d'agenzia, era bravissimo; ma dove aveva una marcia in più era nel fronteggiare e gestire le situazioni di emergenza.La sua serietà e competenza tranquillizzavano e motivavano tutti coloro che lavoravano attorno a lui. È stato bello lavorare con Miro e vivere con lui e con tanti altri ottimi amici una stagione memorabile. Quando si fondò l'agenzia Tettuccio Tour, ognuno di noi sapeva di poter contare sulla sua professionalità. Non fu né un azzardo, né un rischio: sapevamo di poter fare un simile passo.Eravamo tranquilli, perché sapevamo di essere tecnicamente forti, tramite lui. Innumerevoli, le manifestazioni realizzate in città, sempre connotate e riconosciute dai committenti per la signorilità e il tratto, oltre che per la serietà ed efficienza, che Miro e la Pam sapevano comunicare».

«Fin qui - conclude Dante Simoncini - la sua persona, le sue qualità. Ma con Miro perdiamo ancora di più. Perdiamo un amico, raro e sicuro, con cui è stato un vero onore lavorare e impegnarsi».

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