Sicurezza
Mercato immobiliare al collasso a Pescia Giù vendite e affitti
Percentuali ancor più negative dei dati nazionali In città sono oltre 3mila le case in cerca di acquirenti
PESCIA. Mercato immobiliare al collasso in città. Per i titolari delle agenzie immobiliari presenti sul territorio nell’ultimo anno si stima una diminuzione di circa l’80%-85% nelle vendite delle case. E anche sul fronte degli affitti assistiamo a un significativo calo, sia della domanda che dei costi dei canoni di locazione.
Secondo uno studio del gruppo Tecnocasa nei primi sei mesi 2012 il valore degli affitti, su tutto il territorio nazionale, sarebbe sceso del 2,1% sui bilocali e del 2% sui trilocali, mentre la contrazione dei prezzi nelle grandi città sarebbe stata del 3,2%. A Pescia, a detta degli operatori del settore, le percentuali in negativo si attestano su valori molto più alti che vanno dal - 10% al - 20%. Qualche esempio: il canone d’affitto per un trilocale arredato in centro, prima oscillava mediamente tra i 500 e i 550 euro, attualmente non va oltre i 450 euro, per un bilocale ne bastano 400.
«Del resto i proprietari preferiscono rinunciare a 50 euro in più sull’affitto del proprio immobile pur di assicurarsi maggiori garanzie sull’affidabilità dell’inquilino e sulla continuità nel pagamento», spiega Camillo Luca Massa della Massa Immobiliare.
Il mercato delle vendite, invece, è letteralmente paralizzato. «Gli unici a comprare in questo momento sono coloro che hanno una disponibilità immediata di denaro – dice Stefania Schioppa del Centro Servizi Immobiliari – e che desiderano fare un affare tirando sul prezzo fino a costringere chi ha realmente bisogno di vendere ad abbassare il prezzo dell’immobile».
Ma quanto ha inciso l’introduzione dell’Imu sulla crisi del settore immobiliare? «Poco o nulla – continua Stefania Schioppa – prima dell’Imu c’era comunque l’Ici obbligatoria dalla seconda casa in poi, quindi per chi ha più case un leggero aumento dell’aliquota non fa molta differenza. Il vero problema è l’accesso al credito, se ai giovani vengono negati i mutui non vedo come possano comprare casa».
Posto che l’acquisto della proprietà immobiliare come investimento non risulta più appetibile per nessuno, infatti, a essere calate sono principalmente le vendite delle prime case. Per i giovani, a cui non vengono concessi mutui da parte degli istituti di credito, l’affitto di fatto risulta oggi, l’unica possibilità concreta, anche se non sempre sostenibile. Capita sempre più spesso, infatti, che al mancato rinnovo di un contratto precario, si torni a vivere coi genitori.
Un altro grosso ostacolo che si frappone alla conclusione della vendita è l’estinzione dell’ipoteca sul mutuo, dove presente. L’ipoteca sull’immobile è la garanzia che viene applicata a favore della banca nel momento stesso in cui si accende un mutuo ipotecario. Per poter cancellare l’ipoteca bisogna prima estinguere il mutuo che si ha verso la banca, operazione che diventa molto complicata per chi vuole vendere, oggi, perché i mutui per l’acquisto delle case, qualora concessi, non prevedono più, come avveniva un tempo, una copertura elevata del costo (80%-100% e oltre) e tassi di interesse proibitivi (in media intorno al 6,50%). Il risultato è che l’offerta di immobili sia in vendita che in affitto continua a crescere a dismisura (a fronte di una popolazione di circa 20mila abitanti gli immobili in vendita a uso abitativo ammontano a 3.295, quelli in affitto a 817) e il mercato immobiliare rimane stagnante. Solo l’offerta di case sotto i 100mila euro tiene, segno che la gente vuole e può spendere di meno.
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