Attenzione
Visconti, il giorno del giudizio
Stamani la sentenza del Tribunale nazionale antidoping
LARCIANO. È attesa per stamani a Roma la sentenza nei confronti di Giovanni Visconti, ciclista siciliano residente a Larciano, alfiere della Movistar, per il quale la Procura ha chiesto al Tribunale nazionale antidoping del Coni tre mesi di squalifica. Motivo? Aver violato l'articolo 3.2. delle norme sportive antidoping «per essersi avvalso della consulenza e prestazione di soggetto inibito, con richiesta di tre mesi di squalifica, con riserva di procedere ad eventuali ulteriori contestazioni di rito, ove alla chiusura dell'inchiesta penale della Procura della Repubblica di Padova, emergessero elementi di responsabilità relativi a ipotesi di violazioni della normativa antidoping diverse da quella di cui al presente procedimento». Esattamente come è accaduto a Filippo Pozzato questa estate, alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra.
Il ciclista sarà assistito dall’avvocato Fausto Malucchi e dalla sorella, il legale Orsola Visconti. Malucchi è uno storico sostenitore di Vincenzo Nibali, agguerrito avversario di Visconti. Ma per una volta l’avvocato ha congelato la passione sportiva e messo mano ai codici per assistere il campione del pedale in un momento delicato della sua carriera.
Nello stesso procedimento Michele Scarponi è stato condannato a 3 mesi di squalifica e 10mila euro di multa dal Tnas del Coni per la frequentazione del medico Michele Ferrari, inibito dalla Federciclismo per doping dal 2002.
Il corridore marchigiano, sospeso temporaneamente dalla Lampre, era stato deferito dalla Procura Coni con una richiesta di 3 mesi di squalifica.
Visconti deve difendersi dall’accusa di aver frequentato il dottor Ferrari ritenuto uno specialista nel dopare i ciclisti. (p.b.)
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