Salta la riforma Tribunali periferici salvi altri due anni
Emendamento trasversale che rinvia al 2015 la chiusura Speranze per le sedi di Pescia e Monsummano
PESCIA. “Rischia” di saltare, anzi, quasi certamente salterà, l’annunciata riforma giudiziaria che avrebbe dovuto portare a una nuova redistribuzione dei tribunali in Italia, con la chiusura, tra le altre cose, di 227 sedi distaccate.
Uno stop che in Valdinievole non viene certo accolto come una brutta notizia, anzi. Nell’elenco 227 sedi che dal prossimo marzo avrebbero dovuto chiudere i battenti c’erano, infatti, entrambi i tribunali del territorio, quelli di Pescia e Monsummano, che dovevano ritornare nel gembo del tribunale di Pistoia.
Tutto il processo è destinato a slittare di due anni: questo quanto richiesto in un emendamento al decreto legge che conteneva la riforma della giustizia. Un emendamento che, di fatto, raccoglie il consenso di tutte le forze in parlamento: firmato dal presidente della commissione giustizia del Senato, Filippo Berselli del Pdl, è stato sottoscritto da tutti capigruppo della commissione, diPd, Lega,Idv e Udc. L’emendamento è stato giudicato ammissibile e, di fatto, raccoglie le proteste che erano arrivate da ogni parte d’Italia, con i parlamentari di ogni partito che si erano fatti interpreti dei malumori di amministratori locali e del mondo della giustizia (in particolare la riforma aveva sollevato una profonda opposizione tra gli ordini degli avvocati).
L’emendamento, se passerà, non chiuderà la porta alla riforma “taglia-tribunali”, ma la farà slittare di due anni, dal 7 marzo 2013 al 7 marzo 2015.
In un certo senso si è trattato di “guadagnare tempo”. Tempo che, spiega il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni, non dovrà essere sprecato: «In mezzo a tante notizie di tagli e chiusure, buon ultima quella appena arrivata dell’ufficio postale di Montevettolini, questa rappresenta una novità positiva. La speranza è che questo lasso di tempo di due anni possa servire a ridisegnare in modo migliore la mappa dei tribunali. Mi auguro che si faccia un nuovo tipo di razionalizzazione, non basato su semplici formule matematiche, bensì su un ragionamento logico che tenga conto delle necessità del territorio».
Necessità che, nel caso della Valdinievole, vuol dire mantenere almeno uno dei due tribunali. Su questo tutte le amministrazioni della Valdinievole sono d’accordo, visti i disagi che comporterebbe l’accentramento nel capoluogo. Almeno un merito alla “riforma sospesa” va riconosciuto, ossia quello di aver fatto superare i campanilismi mettendo tutti d’accordo sull’idea che un tribunale in Valdinievole serve. Poi, se davvero questa richiesta sarà accolta, è facile prevedere un nuovo motivo di contrasto, stavolta tra Monsummano e Pescia, per decidere quale sede distaccata del tribunale salvare. Ma, intanto, la speranza è quella di riuscire almeno ad arrivare a quella scelta.
Luigi Spinosi
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